Page 395 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LA MISSIONE AERONAUTICA IN CINA (1933-37) 385
dove era di stanza un'annata che sotto la guida di Chang Hsueh-liang, detto il
"Giovane Maresciallo", era impegnata contro le forze comuniste. Invece di
combatterli, il Giovane Maresciallo preferì raggiungere un accordo con i comunisti,
con loro organizzare un colpo di mano e far prigioniero Chiang Kai-shek. In
realtà l'armata di Chang Hsueh-liang era composta eia soldati provenienti dalla
Manciuria (come mance se era del resto lo stesso Giovane Maresciallo); a questi
uomini elella lotta contro i comunisti non importava granché, il loro primo
desiderio era quello di tornare nella loro patria dopo averla liberata dagli
invasori, a costo di una nuova guerra con i giapponesi.
Nella capitale Nanchino e a Shanghai, nel generale disorientamento, girò
addirittura la voce che il Generalissimo fosse stato tolto di mezzo. La cattura in
effetti era stata movimentata, visto che parecchi uomini della scorta di Chiang
erano rimasti uccisi negli scontri, ma i ribelli, pitl che alla eliminazione fisica di
Chiang o ad un colpo di stato, puntavano ad un cambiamento radicale della
politica del governo centrale, chiedevano che venisse messa al primo posto la
lotta anti-giapponese e questa, per unanime riconoscimento, compreso quello
dei comunisti, poteva essere condotta solo sotto la guida del dittatore.
Questo avvenimento in un certo senso riguardò anche l'attività della Missione,
perché nel vuoto di potere causato dall'assenza del Generalissimo l'iniziativa
passò alla moglie che prese la decisione, certamente rischiosa, di anelare a recuperare
il marito; e a portare Madame Chiang Kai-shek a Sian fu l'S.72 donato da Mussolini,
pilotato dal capitano Enrico Cigerza.
Giunti a Sian iniziarono le trattative per il rilascio di Chiang Kai-shek che
avvenne il giorno di Natale del '36. Il giorno 26 anche Scaroni era a Nanchino a
ricevere il dittatore che all'italiano apparve stanchissimo, nel corpo e nello spirito,
tanto da doversi appoggiare ad un bastone. Probabilmente alla fine aveva dovuto
accettare le condizioni poste dai rivoltosi e seppure continuava a essere il leader
del paese, una parte del suo potere aveva dovuto lasciarla a Siano
Il ritorno di Chiang aveva risollevato il morale di Scaroni che giustamente
vedeva nel Generalissimo la principale garanzia per la permanenza della Missione
in Cina, la cui attività poté proseguire in relativa tranquillità per i primi mesi
del 1937.
Da qualche mese era diventata operativa la fabbrica cino-italiana di Nanchang
a cui erano già state fatte le prime ordinazioni. Da una relazione sulla "Concorrenza
straniera nel campo aeronautico cinese" inviata da Scaroni al sottosegretario per
l'Aeronautica generale Valle(30), alla fine di marzo del 1937, risultavano in lavorazione
presso Nanchang sei SIAI S.81. Scaroni tracciava un quadro generale della penetrazione
aeronautica straniera in Cina, facendo presente come preponderante fosse ancora
la presenza americana.

