Page 390 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 390

380                                                    GIANCARLO  MONTINARO

            il  12 settembre  '34 avevano  costituito  apposta  il  Consorzio Aeronautico  Italiano
            per la Cina, furono chiamate alla realizzazione di questo progetto. Quella che sarebbe
            diventata la SINAW  (Sino Italian National Aircraft Works), fu  accettata con molta
            riluttanza  da  parte  delle  quattro  industrie,  soprattutto  da  Fiat e  Caproni,  che
            espressero chiaramente i loro timori ad operare in un contesto come quello cinese,
            quanto  mai  difficile  e  rischioso.  Ma  sia  il  Ministero  degli  Esteri  che  quello
            dell'Aeronautica, allo scopo di non pregiudicare i rapporti con i cinesi, cui si annetteva
            particolare importanza per la politica italiana in Estremo Oriente, fecero pressioni
            per ottenere la disponibilità delle industrie del  Consorzio, che alla fine,  anche con
            la prospettiva di  consistenti aiuti  finanziari,  venne accordata(2l).
                 Oltre  che  in  quello  militare-aeronautico  si  cercò  di  sviluppare  i  rapporti
            italo-cinesi  anche  nel  settore  dell'aviazione  civile,  ipotizzando  un  collegamento
            aereo  stabile  tra  i  due  paesi.  Questa  linea  Italia-Cina  rimase  però  allo  stato  di
            progetto. La  sua realizzazione  era subordinata agli  esiti  di  una nuova  crociera di
            massa programmata per il  1935 e che avrebbe dovuto avere come meta l'Estremo
            Oriente;  il  mancato  svolgimento  di  questa,  dovuto  probabilmente  al  conflitto
            etiopico, fece  decadere anche ogni  ipotesi  di  linea civile (22).
                 Con l'estate del 1935 la situazione della Missione sembrava essere delle migliori
            sotto tutti i punti di vista. A turbare questo quadro intervenne il  caso che scoppiò
            intorno alla figura del capo Missione. Per una serie di motivi ancora non del tutto
            chiariti, a Roma si  decise di sostituire Lordi e la scelta cadde sul colonnello pilota
            Silvio Scaroni(23).


            Il  passaggio di consegne Lordi-Scaroni

                 Le  fasi  di  questo  avvicendamento  furono  abbastanza  movimentate  e  passò
            molto  tempo  prima  che  si  arrivasse  ad  una  stabilizzazione  della  situazione  della
            Missione italiana.
                 Chiang Kai-shek era solito utilizzare per i suoi sposta menti un aereo Junkers
            messogli a disposizione dai tedeschi. Il pilota di questo velivolo, anche lui tedesco,
            era divenuto uomo di  fiducia del Generalissimo. Lordi pensò che se  l'Italia avesse
            regalato al dittatore cinese un aereo di uguale importanza, da affidare ad un pilota
            sempre  italiano,  la  Missione  ne  avrebbe  certamente guadagnato.  La  proposta  fu
            ben accetta anche a Roma e si  decise di regalare al Generalissimo l'aereo personale
            di Mussolini, un pesante trimotore SIAI Marchetti S.72 (immatricolato I-ABMO),
            anche se  Lordi aveva  indicato come più  idoneo un  aereo di  nuova realizzazione,
            il SIAI Marchetti S.73. Con questa donazione si sperava anche di sedare le polemiche
            che da parte cinese si  erano levate  per i ritardi  nelle consegne di alcuni velivoli.
                 Nel giugno del  '35 si era già decisa la sostituzione di  Lordi, che tra l'altro per
            problemi  di  salute  doveva  trascorrere  un  periodo  cii  convalescenza  in  patria,  e si
            approfittò del  dono a Chiang Kai-shek per procedere al  cambio del  capo Missione
   385   386   387   388   389   390   391   392   393   394   395