Page 388 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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             avrà buon successo", commentava ancora Boscarelli, "ciò sarà in gran parte dovuto
             alle doti del Lordi che raccoglie nella sua persona le migliori qualità della nostra
             aviazione militare"(18).
                 Sulla base  di Nanchang, il  2 aprile del '34 con una cerimonia alla presenza di
             Chiang Kai-shek  iniziava il  primo corso di  piloti cinesi affidato a istruttori italiani
             (capitani Accardo e Aramu): si trattava di un corso di "bombardamento e istruzione
             generale" e riguardava una sessantina di allievi cinesi, che probabilmente costituivano
             la quasi totalità dei  piloti con un discreto grado di  addestramento.






























                   Il generale Scaroni si intrattiene con alctllli allievi cinesi della Scuola di Nachang


                  Per  quanto  riguarda gli  aspetti  organizzativi,  venne  istituita  la  Commission
             on Aeronautical Affairs, una sorta di Ministero dell'Aviazione, che vedeva un ufficiale
             italiano in ciascuna delle divisioni  in  cui era ripartita.
                  Dando seguito agli accordi, il governo cinese procedeva ad una serie di ordini
             ad  industrie  aeronautiche  italiane;  scaglionati  nel  tempo  giunsero  in  Cina:  nove
             Breda  27,  tredici  Fiat  CR.32, sei  Caproni  111  e sei  Savoia Marchetti 5.72.  Con
             questi aerei furono equipaggiate quattro squadriglie, due da caccia e due da bombar-
             damento. Come velivoli da addestramento furono  ordinati venti Breda 25(19).
                  Il  peso  assunto  dalla  Missione  italiana,  aumentato  dall'influenza  di  Lordi
             sul  Generalissimo,  era  ormai  divenuto  tale  che  i cinesi,  pur facendole  notare,
             sorvolarono  su  alcune  deficienze  tecniche  presenti  nelle  consegne  italiane;  lo
             stesso  Chang  Kai-shek  aveva  manifestato  un  certo  disappunto  riguardo  le
             mitragliatrici montate sui BR.3, acquistati l'anno precedente, che erano risultate
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