Page 384 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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374 GIANCARLO MONTI NARO
comportò, fu senza dubbio quella inviata in Cina presso il governo di Chiang Kai-
shek negli ultimi mesi del 1933 e lì rimasta fino a tutto il 1937.
L'operato della Missione aeronautica italiana in Cina è stato spesso al centro
di polemiche; da parte americana si è cercato di addossare ai militari italiani pesanti
responsabilità per gli scarsi risultati conseguiti dall'aviazione cinese nel contrastare
l'attacco giapponese del 1937. Si tratta, lo possiamo affermare sin d'ora, di polemiche
strumentali, tese cioè a coprire altrui responsabilità, e spesso portate avanti con i
toni, se non proprio della diffamazione, della prevenzione, condotte inoltre con
molta superficialità, fornendo per sostenere il proprio punto di vista dati assolu-
tamente lontani da quella che è stata, come vedremo, la realtà storica.
Una conseguenza positiva tuttavia quest'opera di svalutazione del compor-
tamento della Missione in Cina l'ha comportata: l'aver originato di converso una
pubblicistica, di cui si sono resi autori alcuni dei militari italiani protagonisti
delle vicende qui presentate, che ha contribuito a riequilibrare la bilancia della
verità(S).
L'invio di una missione militare aeronautica in Estremo Oriente va giudicato
come il segno evidente della maggior attenzione, e anche di una certa preoccu-
pazione, con cui l'Italia di quegli anni guardava alla situazione di questa area
geografica, dove per l'instabilità interna cinese e per il dispiegarsi di una politica
aggressiva da parte giapponese gli interessi italiani correvano seri rischi. Una maggior
attenzione confermata anche dalla nomina nel 1931 di Galeazzo Ciano, genero
di Mussolini, a Ministro plenipotenziario presso il governo cinese. Oltre a
interessi economici e industriali vi erano programmi di consulenza che l'Italia,
come tutte le potenze occidentali, forniva alla Cina: tra il 1931 e il 1934 molti
scienziati e tecnici italiani collaboreranno con le autorità cinesi nell'ambito di una
serie di aiuti decisi dalla Società delle Nazioni. Ancora nel 1937, quando come
vedremo i rapporti italo-cinesi erano oramai entrati in una nuova fase, verrà inviato
in Cina l'economista ed ex Ministro Alberto De Stcfani, con l'incarico di consigliere
economico del governo cinese(6).
La Cina che fa da sfondo all'attività della Missione italiana è un paese dove
ancora molto contavano vari potentati locali che spezzavano l'unità politica dello
stato, e con una guerra civile in corso che vedeva opposti il partito al potere, il
Kuo Min Tang, guidato dal generale Chiang Kai-shek, e le forze comuniste filo-
sovietiche. Ad aggravare poi ulteriormente la situazione, le mire espansionistiche
giapponesi che avevano nel gigante malato cinese il proprio naturale obiettivo.
Nel 1932 si era avuta la perdita della Manciuria, ricca di risorse minerarie, occupata
dai giapponesi che diedero vita ad uno stato fantoccio, l'impero del Manchukuò,
per il cui trono venne ripescato Pu-Yi, l'ultimo imperatore della Cina spodestato
con la rivoluzione repubblicana del 1912.
Il conflitto, iniziato con un'offensiva giapponese proprio in Manciuria nel
settembre dell'anno precedente, e soprattutto gli attacchi aeronavali che Shanghai
aveva subito nei primi mesi del 1932, avevano posto in tutta evidenza la debolezza
della struttura militare cinese, incapace di opporre una resistenza efficace alla

