Page 383 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LA MISSIONE AERONAUTICA IN CINA (1933-37)
GIANCARLO MONTINARO
La parte di storia de li' Aeronautica italiana che insiste sull'arco temporale
disegnato da questo Convegno costituisce un periodo tutto sommato breve: sono
solo sedici infatti gli anni che precedono il 1939 dall'istituzione della Regia
Aeronautica, avvenuta come noto nel 1923.
In questi suoi primi sedici anni di vita la Regia Aeronautica, oltre ad una "Iegitti-
mazione" bellica con la partecipazione attiva ai conflitti degli anni Trenta, era riuscita
a conquistarsi anche un credito d'immagine a livello internazionale grazie alle
numerose imprese di cui si erano resi protagonisti gli aviatori italiani. È soprattutto
durante la gestione "balbiana" (1926-1933) che si cercò di imporre questa immagine
della Regia Aeronautica come di un organismo moderno ed efficiente, della cui
vitalità rendevano testimonianza le crociere aeree collettive, organizzate e condotte
in prima persona dal gerarca ferrarese, i primati aeronautici conquistati, le vittorie
dei piloti italiani in competizioni internazionali.
La lettura che la storiografia odierna propone di queste imprese non si limita
ad una chiave esclusivamente propagandistica. Lo stesso Balbo aveva chiare infatti
le ricadute che sia sul piano industriale sia su quello politico-diplomatico le sue
iniziative comportavano, perché egli aveva intuito "il nesso strettissimo tra l'attività
promozionale necessaria alla creazione di un mercato che andasse al di là di
quello italiano e lo sviluppo di una struttura produttiva nazionale, necessaria per
la creazione di un'industria aeronautica moderna"(l), e sapeva bene che "le
performances brillanti degli aviatori italiani", unite alla vendita di materiale
aeronautico, costituivano anche una mossa diplomatica atta a persuadere "l'interlo-
cutore di turno che nell'Italia fascista si doveva vedere un partner solido e in
grado di fornire un'assistenza militare aeronautica d'avanguardia"(2). In sostanza,
l'Aeronautica era divenuta "uno strumento di penetrazione politico-diplomatica,
alla quale contribuivano tanto i successi delle grandi Crociere quanto l'esportazione
degli aerei italiani"(3).
In questa duplice ottica vanno inquadrate le numerose missioni aeronautiche
inviate all'estero nel corso degli anni Trenta, in genere con compiti addestrativi
- per preparare il personale del paese che aveva effettuato l'acquisto di aerei
italiani all'impiego dei nuovi mezzi - ma anche organizzativi, visto lo status di
modello che la Regia Aeronautica aveva assunto per le nascenti forze aeree
dell'epoca(4). Di queste missioni una delle più significative, per gli sviluppi che

