Page 389 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 389
LA MISSIONE AERONAUTICA IN CINA (1933-37) 379
già usate. Anche i caccia Breda 27 diedero risultati meno brillanti di quelli
ipotizzati, così pure i motori Lynx dei Breda 25. Questi problemi tecnici divennero
argomento di propaganda da parte della concorrenza straniera, una concorrenza
che, a giudizio dello stesso Lordi, era in grado di offrire macchine migliori a
prezzi anche inferiori rispetto a quelli praticati dalle ditte italiane. Da qui le
insistenze, sia di Lordi che delle autorità aeronautiche italiane, perché venissero
ceduti al governo cinese prodotti sufficientemente testati e di sicuro affidamento.
Nonostante tutto ciò, Chiang Kai-shek continuò a volersi appoggiare alla
Missione italiana per l'organizzazione della sua Aeronautica, di cui assunse, il 17
maggio 1934, la piena e diretta responsabilità come Alto Commissario e nominando
Lordi capo di Stato Maggiore. Lordi, dopo le necessarie autorizzazioni da Roma,
accettò l'incarico, che per ragioni di opportunità politica, per non suscitare sospetti
da parte giapponese, venne ridenominato come "capo dei consiglieri esteri".
La riprova dell'importante ruolo assunto dalla Missione italiana è dato dalla
preoccupazione con cui gli americani guardavano l'evolversi della situazione. In
un rapporto dell'addetto militare statunitense, tenente colonnello W. S. Drysdale,
al proprio capo di Stato Maggiore MacArthur, del novembre 1934, vengono
riportati i duri giudizi di Chiang sulla missione america di Jouett, interessata
secondo il Generalissimo più alle transazioni commerciali che a rafforzare l'aviazione
cinese; l'estensore del rapporto riconosce che gli italiani, pur pagati la metà dei
suoi connazionali, "are generally considered a very carefully selected and capable
group of aviators with pleasing manners and under perfect discipline" e che per
causa loro Jouett e suoi uomini rischiavano di non vedersi rinnovato il contratto
al suo scadere(20).
Nel frattempo continuava a pieno regime l'attività addestrativa presso la
scuola: a metà settembre '34 prese avvio il secondo corso di bombardamento e
sempre sotto la supervisione di ufficiali italiani, nel successivo mese di ottobre
iniziava la sua attività la scuola di pilotaggio di l° grado (capitani Torelli e
Martini). Si mise mano anche all'organizzazione tecnica, con la creazione di tre
officine per la riparazione di aerei e motori e avviando i relativi corsi per personale
cinese specializzato (supervisore il maggiore Boschi). Per quanto riguarda le
infrastrutture, Galante curava i lavori di risistemazione della base di Nanchang. Il
tecnico italiano, in particolare, progetterà e farà realizzare una palazzina comando
che diventerà poi lo specimel1 degli edifici di questo tipo negli aeroporti militari
cinesi. Il maggiore di Commissariato Leone si occupò dell'organizzazione ammini-
strativa che informò ai criteri adottati dalla Regia Aeronautica.
I programmi prevedevano per Nanchang anche un destino industriale. Sin dagli
inizi del '34 i governi italiano e cinese avevano concordato, anche in ragione
della consistenza che stavano assumendo gli ordini di velivoli, di avviare una
produzione aeronautica direttamente in Cina, logicamente da parte di ditte italiane.
Le quattro principali industrie italiane, Fiat, Caproni, Breda, SIAI Marchetti, che

