Page 392 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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382 GIANCARLO MONTINARO
Gel/erale Silvio Scarol/i,
capo della Missione aeronautica in Cina dall'agosto 1935 al dicelnbre 1937
A rendere più difficile la situazione poi vi era la guerra italo-etiopica. La Cina
come membro della Società delle Nazioni doveva considerarsi paese sanzionista, ma
soprattutto temeva che le difficoltà che !'Italia attraversava in quel momento
proprio per via delle sanzioni le impedissero di far fronte agli impegni contratti con
il governo cinese. Chiang era inoltre portato ad assimilare la propria situazione di
vittima dell'aggressione giapponese a quella etiopica. La guerra in Abissinia costituiva
per Chiang "un pernicioso esempio per il Giappone", come disse a Scaroni, chiedendo
a quest'ultimo di farsi latore eli un messaggio a Mussolini perché cercasse di
risolvere al più presto la questione etiopica. Il rifiuto di Scaroni non contribuì certo
a migliorare la situazione della Missione(27).
Furono messi in atto tentativi eli liquidare il materiale venduto dalle industrie
italiane: prima si convertiva l'impiego degli aerei a compiti secondari, poi si
procedeva all'abolizione della relativa squadriglia ed infine alla dismissione degli
aerei uno ad uno. Era così accaduto per i bombardieri Caproni 111, tramutati in
aerei da trasporto, e solo la ferma opposizione di Scaroni impedì che la stessa fine
facessero gli S.72 dell'altra squadriglia eia bombardamento. Anche le due squadriglie
caccia anelarono incontro ad un forte ridimensionamento.
L'attività della Missione però, pur tra evidenti difficoltà e in una situazione
che lo stesso Scaroni definì umiliante per il personale italiano, proseguiva. Se la
Missione ebbe ancora una storia questo fu certamente per le doti e i meriti di

