Page 391 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LA  MISSIONE  AERONAUTICA  IN  CINA  (1933-37)                        381


         perché  la  persona  che  avrebbe  dovuto  consegnare  l'S.72  a  Chang  Kai-shek  era
         appunto  Scaroni.  Convocato  da  Mussolini  a  palazzo  Venezia,  l'ufficiale  si  vide
         affidato direttamente da questi  l'incarico.
             I! volo di trasferimento verso l'Estremo Oriente, compiuto da Scaroni insieme
         al  suo  equipaggio,  fu  lungo  e  condotto  in  condizioni  molto  difficili,  perché  si
         dovette  affrontare  lungo  la  rotta  Medio  Oriente-India-Indocina-Cina  il  pieno
         della  stagione  dei  monsoni  e  dei  tifoni,  in  un  periodo cioè  in  cui solitamente le
         linee aeree civili  evitavano per quanto possibile questi voli.  I! 4 agosto 1935, alle
         15.30 locali, dopo un volo a tappe durato quasi un mese, l'S.72 atterrava finalmente
         a Shanghai(24).
             Non  è  dato sapere  se  Scaroni,  arrivato  ufficialmente  in  Cina  per sostituire
         temporaneamente Lordi, abbia riferito al collega le  consegne ricevute, ma è certo
         che quando il 26 agosto del '35 prendeva la strada del ritorno in patria, Lordi era
         così sicuro che nel giro di  pochi mesi sarebbe rientrato in Cina, da lasciare laggiù
         una  parte  della  famiglia;  mai  poteva  immaginare che  al  momento del  suo arrivo
         in Italia gli avrebbero comunicato la  fine della sua esperienza in Estremo Oriente.
             L'avvicendamento  Lordi-Scaroni  fu  un  durissimo  colpo  per  le  sorti  della
         Missione italiana,  in quanto i cinesi, e soprattutto Chiang Kai-shek in  persona,
         non gradirono affatto che si fosse proceduto alla sostituzione dell'ufficiale italiano
         con delicati incarichi presso le loro Forze Armate senza prima essere stati consultati.
         Quando fu  chiaro al  Generalissimo che mai  più avrebbe rivisto Lordi, iniziò un
         vero e proprio braccio di ferro con Mussolini, che come Ministro dell'Aeronautica,
         e quindi come superiore di Lordi, si riteneva libero di deciderne l'impiego. Chiang
         si  lamentò che privando lo di  Lordi  lo  si  stava amputando del  "braccio destro".
         Tramite i canali diplomatici fece giungere a Roma esplicite richieste per un ritorno
         in  Cina di  Lordi;  mobilitò  il  suo ambasciatore  in  Italia  perché  gli  rintracciasse
         l'ufficiale napoletano per chiedergli di  rientrare anche come privato cittadino e
         riprendere  il  suo  posto.  La  situazione  era  quasi  giunta  ad  un  punto  di  stallo,
         tanto che  il  Ministero degli  Esteri  avanzò la  possibilità di  accontentare i cinesi
         mettendo loro a disposizione Lordi senza alcun incarico ufficiale(25), ma Mussolini
         fu  irremovibile  e  confermò  Scaroni  come  unico  responsabile  della  Missione
         italiana in  Cina(26).
             La gestione Scaroni cominciava quindi con i peggiori auspici. Vivendo la questione
         Lordi come una sorta di affronto personale, Chiang Kai-shek scaricò di fatto il "partito
         italiano", lasciando campo libero a quello americano che poteva contare sul potentissimo
         generale  Chow,  capo della Commission  e quindi  anche responsabile degli  acquisti.
         Per la Missione italiana sembrava avvicinarsi il  momento del rimpatrio. I! Ministro
         Kung convocò l'ambasciatore italiano Lojacono (la rappresentanza diplomatica era
         stata nel  frattempo  elevata a  rango di  ambasciata)  per comunicargli  freddamente
         che "la permanenza della Missione italiana non era più gradita".
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