Page 281 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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232 Momenti della vita di guerra
altro, si sa, tocca morire. Non riceverà la posta a mezzogiorno: chi sa quante lettere oggi per lui; per lui giusto che
non leggerà! Ma gli occhi suoi, nostro compagno, gli occhi (i nostri sdoppiati, senza gioia!) guarderanno ostinati da
per tutto, i suoi occhi grandi fissi aperti in ogni cosa, dalla feritoia alle nostre lettere, alla cartolina del sergente, alle
carte del furiere che va via, alla feritoia, di nuovo alla feritoia, per sempre alla feritoia… più non incontran la vita».
31. D. Concone, in «La Sesia», 26 settembre 1930.
32. Cfr. Da Nova Vas all’Hermada: in memoria del sottotenente Carlo Gallardi medaglia d’oro, 3° ed., Vercelli 1930, p. 40.
Il Gallardi, ufficiale mitragliere, cadde il 22 agosto 1917 alle falde dell’Hermada.
33. G. Castellini, Diario cit., pp. 110 sg.
34. Claudio Calandra, p. 17 (3 agosto ’16).
35. Claudio Calandra, p. 21 (I settembre ’16).
36. Delfino Concone alla madre, in «La Sesia», 26 settembre 1930.
37. La sorella Dionisia.
38. Giulio Luigi Passerini, p. 30 (7 luglio ’15)
39. Giuseppe Procacci, p. XXXI.
40. Claudio Calandra, p. 24
41. L. d. S., p. 381.
42. L. d. S., pp. 383 sgg. Il capitano Bontade, nato a Palermo il 12 ottobre 1884 cadde a San Martino del Carso il 29
giugno 1916.
43. p. 51.
44. p. 53.
45. p. 89.
46. p. 94.
47. p. 94-95.
48. p. 56 (10 agosto ’15).
49. pp. 142 sg.
50. p. 143 (4 novembre ’16).
51. p. 154.
52. p. 160.
53. p. 162.
54. Sui fratelli Garrone cfr. sopra, pp. 14 sg., 60 sgg.
55. Nomignolo familiare della sorella Margherita.
56. Inedito, comunicatomi dalla madre, signora Maria Garrone.
57. Roberto Maiorino, p. 28.
58. In Ferr., pp. 48 sgg. Il Lepri, del 121° fanteria, morì nel novembre o dicembre 1915 di tifo: di cui nel diario nota i
primi sintomi trascurati. È notevole come il suo pathos corrisponda esattamente a quello di Rocco Stassano, ufficiale
nel contiguo 123° reggimento e caduto nel novembre 1915. Cfr. sopra, pp. 184 sg.
59. Diario del mitragliere D.U. parzialmente pubblicato da P. Pantaleo in «Il Regime fascista» di Cremona del 24 novembre
1933. Il Pantaleo è venuto pubblicando nel citato giornale dal maggio al novembre 1933 un notevole materiale tratto
dalla corrispondenza di guerra di soldati del Cremonese, seguaci del socialismo bissolatiano, e di montanari abruzzesi.
60. Sul capitano P.P. Fusco, nato a Ponte Landolfo il 6 marzo 1880, morto il 24 gennaio 1918, travolto da un treno, cfr.
V. Mazzacane, P.P. Fusco, capitano medico, Maddaloni 1919. Il diario è a pp. 19 e sgg.
61. Ibid., p.21.
62. V. Mazzacane, P.P. Fusco cit.
63. p. 118.
64. S. De paulis, Il colonnello di cavalleria Francesco Rossi, Aquila 1919, p. 22.
65. pp. 29 e sg. Lo stesso stato d’animo in Pietro Borla, p. 85 (11 ottobre 1916) e in Claudio Calandra, p.41, lettera
del 25 gennaio 1917: «Sono sempre stato fatalista, ma ormai mi son fatto d’un fatalismo peggiore di quello dei
Musulmani, senza più credere né nel Padre Eterno né nel diavolo, ma soltanto nel caso nella fortuna e nel destino.
È la guerra che mi ha fatto così».
66. Frequente nei combattenti colti, questa decadenza dell’intelletto è analizzata dal Morpurgo, p.33 (16 gennaio 1916):
«Davvero che i nostri cervelli s’impigriscono nell’esercizio unico e limitato del compito giornaliero, sempre uguale,
e sempre terra terra. È una cosa curiosissima, e che mi spiega perfettamente, p. es., la mentalità di molti ufficiali di
carriera. Noi poi isolati e fuori dal mondo come siamo, ci troviamo in condizioni particolarmente favorevoli per
questo vero impigrimento del cervello».
67. p. 51.
68. pp. 72 sgg.
69. p. 74.
70. p. 81.

