Page 310 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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Gli umili 261
credete rivederci ed attirarmi dalla schiavitù della fame, mi dovete mandare conti-
nuamente pane e moneta… .
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E un soldato toscano:
(Mauthausen – Pontremoli, Massa Carrara). Caro Padre, Oggi medesimo rispon-
do alla vostra lettera della data 12 luglio, dove sento che mi dite che vi dispiace molto
del mio buon apetito che temgo, ma io invece sono adirvi che idispiaceri saranno
tanti, ma i pachi che miavete spedito fino adesso sono pochi. E poi sento anche
questa di parola che presto si ripotremo rivedere, e che sarà mezo di rimediare dove
sarà il bisogno per potere rimetere la persona al ben stare di una volta, ma io vi posso
dire che quelle bestie che more dinverno non possono rivare a vedere la primavera,
e chivole rivedere inprimavera bisogna curarsene dell’inverno e così vi prego anche
voglialtri che vi curate umpopiù di me;… .
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Un soldato di Vailate nel furore della fame giunge a minacce scellerate contro il padre.
(Innsbruck – Vailate, Como). Caro Padre, senti! Scrivo. Itagliano. o Tedesco. in che
maniera ricevo mai Niente. Io in conto di quello o già fatto diquistioni. reclamare.
sempre andar a Parlare. come; e scusate non sapete. Se o la grazia di Ritornar. succede
qualche cosa. è lo faccio! sei Matto: dirmelo se sono il tuo filio. si o nò. a veder un filio
in queste condizione. aver di bisogno del Pane non vi chiedo niente d’altro. Pane. e
non mandarmelo. è io qui vedo che cè di familie e anno venduto il letto. per il suo filio?
guai; guai. e non Possio più aspiegarmi. senò farei un giornale! Per farvelo capir bene.
o che siete Morti! più poverò che il M. Vedi e Pure. le già quello di 4 Mesi che riceve
Pane e Pacchi di casa. Mandatemi anche un gile. fassoletti calse… .
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Quando la fame non assilla campeggiano nelle lettere gli affari delle povere aziende: i
parti delle vacche, la compra-vendita del bestiame, la scarsezza dei foraggi, la mancanza
di braccia nei campi, la cura dei figli, i lutti e le sventure. Un povero prigioniero racco-
manda la figliuola rimasta senza madre ai nonni:
(Mauthausen – Acqualunga, Brescia). Dunque non piangete permè che io sto
bene, fatemi piuttosto il piacere di tener d’occhio la mia bambina che piango ogni
giorno la sua sventura. Quando vi sentite pensieri per la testa che riguarda la mia
prigionia datici pure un bacio alla mia bambina che troverete la tranquillità come ad
aver baciato me stesso .
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Un altro raccomanda con molta energia alla moglie di curare i figliuoli.
(Ossiack – Castelvetro, Modena). solo una cosa mira comando di non dimentica-
re i figli perche se arivo à venire àcasa è sento che sono stato trascurati la faccio conte.
Ti prego non farti dei dubbi perché ti dico queste cose, di non pensare che sono i
altri che mi dicano che sia maltrattati nò. E una ideia che me faccio io, perche sai che
alla lontananza che sono ti asardi à longarci le mane perche avvi [avevi] il coraggio
quando ancora era à casa io, ma ora è terminata, se arivo à venire à casa ò imparato.
in tempo di prigionia à stare al Mondo, è non ò più bisognodi tante favole .
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