Page 306 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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Gli umili  257

               tutti sani e di presto potersi stringere tutti assieme. Bisogna pregare e continuare a prega-
               re sempre, perche e la preghiera l’unico nostro solievo, io prego i giorni e quando sono in
               servizio pregando passano le ore più presto, dunque ti raccomando prega in compagnia
               dei bambini .
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               Un soldato pugliese prigioniero s’inebria a immaginare io ritorno.

                 (? - Poggio Imperiale, Foggia). Stiamo con la Speranza dà Dio ché facesse cessare
               questa guerra e di fare venire una sanda pace per tutte li Nazione che così ongni padre di
               famiglia ritorna alla sua famiglia è che lagria sarà quel giorno ché condandeza per tutto
               il mondo che sara E ogni padre di famiglia che festa che fara agiunga alla loro famiglia
               dopo di un viagio lungo divita chè ogniune iera partito per pericolo della vita e puoi
               arritornare dinuovi al mondo ché condandezza sarà tande per lui e quande per la moglia
               e figlio. Ha Dio e che gioia di condandeza sarà quel momende che io mi deve vedere e
               mi deve braciare aquillo .
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               Un soldato italiano nell’esercito austriaco cerca di abbellire quel sognato momento
            con cadenze e pompe di melodramma.

                 (Feldpost – Reichesberg). Noi altri stiamo col quor a spetar che un giorno laltro le
               trombe di guerra la pace suonar .
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               E un altro italiano dell’esercito austriaco descrive il miraggio della pace sulle trincee
            in uno di quegli affratellamenti delle linee nemiche che erano il terrore degli ufficiali.

                 (Fronte austriaca – Katzenau). Oggi la S. festa di risurrezione cia portato, anche a noi
               poveri soldati al fronte alcune ore di quella Pace da tanto tempo sospirata. Sul far del
               giorno, il fuoco va scemando, verso le nove del mattino nemeno un colpo di fucile si fa
               più sentire, delle bandieruole bianche sventolano dalla parete del nemico e dei gruppi si
               stacano dal suo stelle [posto] venindo verso noi. Faciamo anche noi altretanto, andiamo
               incontro a loro, li incontriamo ci diamo amichevolmente la mano scambiandosi dei
               zigarretti e tabaco, e pane pasiamo alcune ore per il campo pasegiando asieme, che per
               noi era divenuto un paradiso terestre. Ma ai che un colpo di canone tirato in aria da una
               parte e dall’altra si fa sentire il segnale della separazione ci separamo mal volentieri perche
               sapevamo che tornevamo nemici .
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               Ma la silloge che ci conserva il maggior numero di documenti popolareschi, quel-
            la assai ampia e bella dello Spitzer, non ci consente di seguire il soldato nella vita di
            trincea. Per la massima parte le lettere si riferiscono alla vita dei campi di prigionieri.
            Tristezza, tedio, rimpianti, fame, e voci smorzate di famiglie lontane che non giungono
            ad esprimer le loro cure e le loro angosce con la parola scritta.
               Spesso i prigionieri s’adattano allo stato sonnolento di belve in serraglio. Ma qualcuno
            sente un rovello sordo. Così l’esprimeva un contadino friulano.

                 (Mauthausen – Varmo, Udine). Sono già due lunghi mesi che mi trovo prigioniero
               di guerra, ancora nissun lavoro di nissuna sorta o ancorprovato le più grande fattiche
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