Page 307 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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258   Momenti della vita di guerra

             che quì ancor o fatto sono quello di farmi il letto la sera per andar a dormire o prender-
             mi la gavetta per mangiare quel misero che la providenza mi può dare; ma non creder
             che questa sia una vita felice anzi per essere sincero si passa giorni assai infelicissimi,
             giorni etterni come l’etternità che non a mai fine, non basta solo il vostro lontano è
             indimenticabile ricordo, ma è anche la l’anguidezza di stomacco che lungi ci sembrano
             i giorni… ed ora ben mi accorgo che la felicità dell’uomo stà solo nel lavoro quando è
             pieno di vita e di salute è che non li manca il necessario per la sua esistenza, è questo
             il mio più gran dolore che ora provo che io essendo qui, pensando alla mia vita inutile
             che qui son costretto a menare contan i minuti che lentamente passano con le mani
             in mano mentre voi tutti non saprette in qual parte rivolgervi per il tanto lavoro…  .
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             Un altro friulano giunge a rimpiangere la vita di trincea.
               (Mauthausen – Udine). Penzo tante volte che sarebbe stato molto meglio che
             invece di prendermi prigioniero mi avrebbero ammazzato così almeno si avrebbe
             terminato di tribolare. Quando penso ai momenti trascorsi al fronte Italiano mi
             vengono le lacrime agli occhi ma inghiotisco tutto e spero che presto venga il giorno
             della nostra libertà .
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             Un soldato emiliano teme che la prigionia gli logori la fibra.

               (Katzenau – Copparo, Ferrara). Sortiremo di qui come sorte un uccello da una
             gabbia scura che non sa più volare, ne più dove andare, così saremo noi quando sor-
             tiremo di questa gabbia, non arvò più quella energia d’affari che avevo non saprò più
             trattare con la gente e non saprò più camminare, ma spero che dopo alcuni giorni
             che sarò fuori della gabbia che sarò tranquillo fra i miei cari guariro anche la malattia
             mentale che ho mene accorgo ora che sono inebetito coraggio miei cari che anche
             questa passera .
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             Un bizzarro soldato romagnolo descrive alla sua amata un tentativo di fuga intra-
          preso per un istintivo bisogno di libertà, finchè i gendarmi bulgari non lo arrestarono
          mentre tentava di varcare il Danubio.
               (Mauthausen – Forlì). Avevo tentato di porre afine questa lontananza che ci di-
             vide purchè anche qua prigioniero sono rispettato e tratato abbastanza bene ma sai
             che mi piace la libertà e il 9 marzo tentai la fuga riuscii a fugire din mezo alle sen-
             tinelle e ragiungevo i confini della Rumania mentre stavo per traversare il Danubio
             sono stato preso dai Bulgari e ricondotto al concentramento finora non o sobito
             nessuna pena come spero di non sobirne ne anche perché la fuga ai prigionieri
             di guerra e amessa. Non puoi in maginare quanto dolore e quanta contentezza
             o provato nella mia fuga sognavo la libertà, vedevo in mezzo ai campi i fiori che
             cominciavano a sbociare sentivo la via libera sognavo di rivedere fra poco la mia
             birichina che tanto lo amato mentre vedevo la liberta che mi apariva davanti gli
             occhi mentre non avevo che il Danubio da traversare e poi ero libero i gendarmi
             bulgari mi presero. In quel momento rimasi di pietra vidi i miei sogni che faghe-
             giavo a svanirsi vidi che ancora non potevo raggiungere la mia birichina che tanto
             l’amo. E bene pazienza vene anche quel giorno in qui sarò libero e ritornero date e
             allora saremo felici eternamente .
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