Page 305 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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256   Momenti della vita di guerra

             lora 10 hò 15 metri pieno giorno liu mi disse Matta diamo via io ciò risposto mate ti
             lasie perdere troppo di coraggio. Cio detto senti Rosso diamo via questa sera quando
             sia buio così non siamo colpite: Lui mi disse vado via di corsa, a fatto 10 o pure 15
             metri e poi sento il poro amico Rosso che grida ho Mama mia mia gamba poi non lo
             sentito più. Dunque io dopo meza ora son restato prigioniere e liù nonso.
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               La guerra dal popolano è sentita come un fatto di natura simile alla vicenda delle
             stagioni. Passerà: ci vuol pazienza. Un fiumano prigioniero dei russi definiva, con
             una grazia da epigramma greco, questo sentimento alla sua amante.

               Cara Mimi, non smaniarsi par mi pur, e venuta la guere Europea Vinira a paze 100
             bazi a dolze tu boca.
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             E i cento baci e la speranza volavano da Omsk in Siberia alle rive del Quarnaro.
          Guerra e pace sono storia naturale; ci vuol pazienza fino all’instupidimento.

               (Mauthausen – Porta di Ripi, Roma). Caro Padre acosì io vidico che non pensate
             a niende a niende fatteve coraggio di non pensate a niende .
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               Stai bene? Guarda a non pensare a nulla e così vivrai più anni. Sta sempre bene e
             non avvilirti mai, spera .
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             Lo stesso motivo ritorna dalle case.

               (Asti – Boemia). Inteso che tu mi dici che tu hai sempre il pensiero volto alla nostra
             casa, per questo ti prego di non prenderti pensieri, perche e inutile, io il medesimo desi-
             dre ma è invano, il cappo principale è la salute, il rimanente vaga tutto alla malora, basta
             ritrovarsi alla nostra casa, questo è la mia desiderazione .
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             Oltre la pazienza l’intervento soprannaturale.
             La pace era il voto più ardente degli umili. Una suora scriveva da Tuglie a un soldato
          prigioniero a Mauthausen, formulando un voto d’universale carità.

               (Tuglie - Mauthausen). Noi caro figlio preghiamo sempre Iddio che metta
             sua benedetta Mano, e che scenda dal cielo la sua Santa benedizione e mettere
             la Pace per tutto il Mondo, intero, che ti faccia Iddio venire in casa nostra con
             salute e contentezza, e che si ritrovano tutti in casa loro di ogni parte e di tutto
             il mondo .
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             Un rude montanaro dell’Ampezzano raccomandava di costringere alla preghiera per
          la pace e la salvezza anche il figliuolo scapato.

               (Feldpost – Cortina d’Ampezzo). E L. cosa fa [?] Stallo sogetto obbedisce qualche cosa
             [?], ti prego il possibile, tien duro e fallo ubbidire accio che non diventa troppo strambo,
             fallo pregare in compagnia delli altri davanti alla B. Vergine della difesa acciò mi conservi
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