Page 300 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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Vita morale  251


               Ora la guerra non sarà veramente chiusa se questa torbidezza di passione non rag-
            giungerà la sua purificazione; senza un ritorno ai principi: poiché solo quella fede diede
            ai popoli dell’Occidente il trionfo sul furore tedesco: solo in quell’ideale ha senso e
            valore la vittoria.
               È questo il responso che in questa lunga nekyia il ricercatore ha ottenuto dai morti.
            E par che i morti abbian risposto ad un’antica domanda. Ricordo (mi sia consentito un
            unico ricordo personale) una notte di primavera del 1917. Muovevo a una dolina del S.
            Michele. Lontano, oltre il vallone di Doberdò, sul pianoro d’Oppacchiasella, borbot-
            tava la guerra cronica. La via dell’Isonzo piegava per Bosco Cappuccio e Bosco Lancia,
            desolati campi di battaglia, verso le atroci rovine di San Martino del Carso. Giù verso il
            fiume nel chiarore lunare biancheggiava stranamente sereno lo sterminato sepolcreto di
            Straussina che accoglieva una parte degli infiniti morti del San Michele. Fra i cespugli e
            le tombe cantavano gli usignoli dell’Isonzo. Pace arcana nella necropoli, ricordi paurosi
            sulla via. Ebbi uno stringimento al cuore. Ebbi l’impressione che i migliori fossero mor-
            ti tutti. Si fossero ritirati in un ermetico silenzio portando via con sé l’impeto e la fede
            con cui cento e cento battaglioni avevano flagellato il monte spietato. Quelle tombe
            bianche parevano la spuma rimasta di tanta tempesta. Noi eravamo ormai gli epigoni
            senza il segreto della loro forza. E l’anima si piegò a chiedere ai morti il loro segreto, il
            refrigerio, la liberazione dall’incubo della guerra eterna.
                Dopo molti anni i morti hanno dato una risposta al viandante di quella notte,
            gli han rivelato, in un altro viaggio tra le tombe e le memorie, il loro segreto, quasi a
            chiedere che dalle aspre scorie della guerra ridivampi la fede umana che fu loro; che la
            vittoria appaia pienamente suggellata dal più nobile spirito della storia d’Italia. Deorum
            Manium iura sancta sunto.


                                                                     Estate 1928 – estate 1933
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