Page 112 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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112 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
Poiché la pubblicazione era in linea con le edizioni precedenti, l’atten-
zione si è concentrata su alcuni aspetti di dettaglio presenti in alcuni nume-
ri: n. 8, relativo alle classifiche di segretezza dei documenti; n. 10, registro
di corrispondenza; n. 12, referto; n. 17, a proposito dei processi verbali e
del rapporto giudiziario; n. 29 relativo ai telegrammi in cifra e all’uso del
cifrario; n. 35, circa l’alienazione del vecchio carteggio; n. 39, sull’uso di
reimpiegare il vecchio carteggio; nn. 56-65 relativi alle segnalazioni di
avvenimenti e reati.
Le classifiche di segretezza erano quelle introdotte con la circolare
dell’anno precedente (riservato, riservato personale e segreto) e dovevano
essere trattate dai comandi sino a quello di sezione retto da maresciallo
d’alloggio maggiore. L’ultimo capoverso precisava che «il carteggio svolto
da enti civili vari sotto la classificazione di riservatissimo dovrà da tutti i
comandi dell’arma essere trattato con il carteggio riservato personale o se-
greto a seconda dell’argomento trattato». Ciò segnala che esisteva un’altra
classifica che il Ministero della Guerra non aveva introdotto e che invece si
usava da parte di «enti civili vari» con il risultato che, proprio in relazione
al tipo di argomento trattato, sarebbe stato assorbito o nella categoria riser-
vato personale o in quella segreto.
il n. 10 continuava a mantenere il registro di corrispondenza (copialet-
tere) per le stazioni che avrebbero dovuto riportare tutte le comunicazioni
di cui al protocollo ordinario, mentre per quelle classificate (R, RP e S),
sarebbe stato necessario preparare una minuta da inserire in apposito fasci-
colo annuale, lasciando una semplice traccia nel registro di corrispondenza
(numero e data della lettera e la classifica usata).
Come si può notare, tuttavia, mentre da una parte si fornisce qualche
cenno sulla organizzazione dei diversi fondi della documentazione avente
carattere classificato, dall’altra fu adottato il titolario indicato nella circo-
lare n. 2876/6 di prot. del 27 dicembre 1931 senza però che comparisse
all’interno dell’istruzione nell’edizione 1932.
il n. 12 definiva la serie di documenti usati per la corrispondenza con
altri comandi ed enti. in particolare, si segnalava l’importanza del referto
impiegato «per le comunicazioni succinte e di provata esattezza con cui
vengono segnalati fatti ed avvenimenti che debbono essere portati subito a
conoscenza dei comandi superiori». Si trattava dunque di individuare una
tipologia documentaria che avrebbe raccolto le informazioni certe e comu-
nicate alla scala gerarchica e alle autorità interessate.
il n. 17 era dedicato ai rapporti giudiziari e processi verbali per atti di

