Page 169 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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              1.6  Le sorti degli archivi dell’Arma in altre mani
                     (Guardia Nazionale Repubblicana e Dodecaneso)




                 Con la  dichiarazione  dell’armistizio  dell’8  settembre  1943, i reparti
              dell’Esercito non ebbero ordini tali da poterli mettere nelle condizioni di
              reagire alla sicura rappresaglia tedesca. Così, la sorte dei singoli militari
              e di documentazione, materiali ed equipaggiamenti bellici fu drammatica.
              Per quanto riguardò i Carabinieri, invece, si ebbe una situazione diversa.
              Infatti, quale forza dell’ordine, in linea teorica, l’Arma presente sul terri-
              torio non avrebbe dovuto subire rappresaglie o ritorsioni da parte tedesca
              come, invece e purtroppo, accadde.
                 Analogamente, la maggior parte delle caserme sedi di comandi dell’Ar-
              ma fu occupata talvolta dai tedeschi, talaltra attaccata dai partigiani, o an-
              cora occupata dalla GnR dopo la cattura da parte di reparti fascisti e tede-
              schi, alla fine del 1944, degli ultimi Carabinieri rimasti in servizio al nord
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              per essere inviati in Germania quali internati militari italiani .
                 Di conseguenza, le caserme, dalle più piccole alle più grandi, con tutto
              il loro contenuto furono preda degli occupanti. a titolo esemplificativo, il
              Colonnello Perinetti, comandante della legione Lazio, a proposito della
              caserma «Podgora» sita in Roma, via Garibaldi così scriveva al Comando
              Generale: «Potrebbero essere sistemati 350 uomini ma i locali non sono
              abitabili perché mancanti di porte, finestre e abbisognevoli di riparazio-
              ni ai pavimenti e soffitti, e di modifiche ai servizi igienici e idraulici. Lo
              scrivente, sin dall’epoca della liberazione della Capitale, ha svolto le ne-
              cessarie pratiche con il locale Genio Civile senza riuscire malgrado sol-
              leciti ed interventi diretti ad ottenere l’esecuzione dei lavori» . non era
                                                                          307
              rimasto più nulla: erano stati asportati anche gli infissi. in analogia, quando


              di Rieti ai comandi dipendenti con cui erano riportate le prescrizioni del comandante della IV
              Brigata Carabinieri di Roma circa l’eliminazione del carteggio.
              306    Per le vicende dei Carabinieri nella RSI qualche indicazione in Francesca Romana Scardac-
              cione (edizione critica a cura di), Verbali del Consiglio dei Ministri della Repubblica Sociale Ita-
              liana – settembre 1943 – aprile 1945, Roma, Ministero per i beni e le attività culturali – Direzio-
              ne Generale per gli Archivi, 2002, 2 voll. La situazione nella Capitale è stata rappresentata da
              Annamaria Casavola, 7 ottobre 1943 – La deportazione dei Carabinieri romani nei Lager nazisti,
              Roma, Edizioni Studium, 2008.
              307    ASACC, D2726.4 “Studio sulla caserma Podgora”, Lettera n. 3141/12-1945 di prot. datata
              13 febbraio 1948 della Legione territoriale dei Carabinieri di Roma – Ufficio Comando a firma
              del colonnello Carlo Perinetti.
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