Page 269 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Le funzioni rifLesse neLLa documentazione 269
ni didattiche, ma è anche significativo segnalare che tali disposizioni erano
rivolte esclusivamente a sottufficiali e carabinieri, mettendo in evidenza
come tali funzioni investigative fossero esclusiva competenza di tali mi-
litari e non riguardavano assolutamente l’operato degli ufficiali i quali, in
realtà, avrebbero dovuto esercitare un’attenta azione di controllo e di inter-
vento, ma non investigativa.
Tutta la produzione documentaria relativa a tali attività di polizia giu-
diziaria doveva essere prodotta dalla stazione carabinieri, ovvero l’ultimo
elemento della catena gerarchica dell’Arma di fatto sin dalla sua fondazio-
ne nel 1814.
nella storia dell’istituzione, il processo verbale ha rappresentato il do-
cumento per definizione che si faceva risalire in capo ai comandanti di
stazione e ad i loro collaboratori, ma esigeva anche una precisione e pun-
tualità assoluta. a tal proposito, il modello n. 7, ad esempio, che riprodu-
ceva il «verbale d’un flagrante delitto quando il colpevole non ha potuto
essere arrestato», affermava di «somministrare colla maggior chiarezza
possibile i connotati personali, il colore e la forma dei vestiti, se non è stato
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riconosciuto» o, ancora, nel modello 12 dedicato al «verbale d’un furto
con rottura» era espressamente ricordato che
«se il delitto è stato commesso in una casa, sarà necessario indicare la sua
situazione, il numero se ne ha uno, il nome della strada, e quello del proprie-
tario, constatare la situazione dei luoghi, le rotture e scalate interiori ed este-
riori, la situazione delle serrature o ferramenta, determinare la grandezza dei
passi dei delinquenti se i loro passi sono impressi in qualche parte, indicare
la specie della calzatura, designare gli stromenti che hanno servizio al delitto,
raccogliere ed unire al processo-verbale i corpi di delitto lasciati sul luogo, e
che possono sul momento, od in seguito far conoscere i colpevoli».
Certamente tali modelli avevano unicamente un carattere esplicativo e,
nella realtà, si deve assumere che, sia prima, sia dopo l’Unità, vi fossero
imprecisioni e problemi nella verbalizzazione tanto da richiedere nel tem-
po interventi da parte delle autorità dell’arma per sensibilizzare il perso-
nale sulla questione perché aveva, evidentemente, riflessi importanti anche
sul prestigio dell’Istituzione stessa.
a tal proposito, il Regolamento generale del 1822 assegnava ai superiori
gerarchici un’attività di controllo estremamente puntuale tanto che sarebbe
stato loro compito espresso «di far rettificare i processi-verbali quando ne
fosse il caso», arrivando ad attribuire agli ufficiali la responsabilità sulla
238 ivi, p. 200.

