Page 274 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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                  «tutte le operazioni di servizio, come arresti, perquisizioni, ricerche infrut-
                  tuose, ricognizioni di qualunque avvenimento, le denunzie formalmente
                  ricevute, devon risultare da processo verbale. il verbale è un rapporto, ossia
                  esposizione genuina, dettagliata ma non prolissa, di quanto si è eseguito,
                  riconosciuto e raccolto nelle operazioni di servizio».
               Dal punto di vista formale

                  «ogni verbale deve contenere l’ora, il giorno, il mese, l’anno, il luogo in cui
                  si sarà operato, i nomi, qualità e residenza dei verbalizzanti, se l’operazione
                  fu eseguita d’ufficio od in virtù d’ordine, mandato o richiesta, in questo caso
                  sarà indicata la qualità e residenza della autorità richiedente con la data ed
                  oggetto del mandato o richiesta. Saranno altresì nominate nel verbale le au-
                  torità o altre persone che avessero presto parte, od assistito all’operazione, e
                  queste pure insieme ai carabinieri, vi apporranno la loro firma».
               infine, «ogni verbale va trascritto sull’apposito registro esistente nelle
            stazioni, ed entro le 24 ore dalla seguita operazione rimesso all’autorità
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            competente» .
               le medesime disposizioni erano presenti anche nel regolamento gene-
            rale per l’Arma ristampato nel 1881 con i necessari aggiornamenti, come
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            ricordava il generale Roissard de Bellet presentando l’edizione .
               il n. 275 del regolamento del 1881 continuava ad affermare, secondo
            quanto già previsto nelle edizioni precedenti che «qualunque avvenimento
            che possa interessare la giustizia e la sicurezza pubblica [...] dev[e] risul-
            tare da un processo verbale», andando ben oltre la sola polizia giudiziaria.

               nel contempo, all’interno dell’arma, fu necessario intervenire prima con
            un censimento e quindi con disposizioni a tutela della documentazione. In-
            fatti, nel giugno 1878, il Comitato chiese notizie sulla documentazione pre-
            sente negli archivi delle legioni . In particolare, per quanto attiene in tale
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            sede, si voleva sapere da quale anno gli archivi delle legioni custodivano

            252    USACC, Biblioteca, serie circolari manoscritte, circolari di massima, Circolare di massima del
            Comitato n. 17, n. 1749 di protocollo datata Roma 28 febbraio 1879, recante «Ristampa con mo-
            dificazioni della Circolare di massima n. 168 riguardante le principali discipline ed incumbenze
            dell’arma», nn. 58-62.
            253    Circolare n. 5071 datata 22 maggio 1881 a firma del tenente generale presidente del Comitato,
            Roissard de Bellet in Regolamento dell’Arma dei Carabinieri Reali (16 ottobre 1822) colle modi-
            ficazioni cit., p. III.
            254    USACC, Biblioteca, serie circolari manoscritte, anno 1878, lettera n. 2781 di protocollo datata
            18 giugno 1878 a oggetto: «Domanda d’indicazioni sulle carte di 1  e 3  Divisione esistenti negli
                                                              a
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            archivi», firmata dal maggiore generale presidente interinale Roissard. La lettera era indirizzata a
            tutte le legioni ad eccezione di Roma e napoli. La legione allievi doveva fornire informazioni uni-
            camente per la documentazione relativa al personale.
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