Page 342 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            liari di questi per sensibilizzarli sull’importanza che il museo potesse rice-
            vere la medaglia insieme a una o più immagini fotografiche del militare.
            Dunque si trasformava un lutto personale in una celebrazione istituzionale
            uscendo dalla memoria familiare per entrare nell’esaltazione del valore e
            del sacrificio del singolo per la collettività. Le legioni furono interessate
            anche per inviare cimeli e armi utili alla realizzazione di un percorso mu-
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            seale; per quanto riguardava la documentazione nulla di più era chiesto .
               in realtà, la ricerca era rivolta principalmente a raffigurazioni di militari
            per realizzare una sorta di pantheon dell’Arma, all’iniziale raccolta di do-
            cumenti per poter presentare i motivi per i quali tali militari furono decorati
            e, ancora, aggregare materiale di varia natura quale equipaggiamenti, uni-
            formi, armi e altro ancora a fini espositivi.
               Dopo tale prima fase di avvio, si attese l’istituzione ufficiale giunta so-
            lamente con il regio decreto n. 2495 del 1925 che individuava in Roma e
            erigeva «in ente morale il museo storico dell’arma dei carabinieri reali,
            avente un capitale iniziale nominale di lire 51000, ed è approvato il relativo
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            statuto organico» .
               Il 13 marzo di quell’anno, secondo la premessa al decreto, il Coman-
            do Generale aveva chiesto l’istituzione del museo quale ente morale allo
            scopo di «raccogliere e custodire i cimeli ed i ricordi che concorrono ad
            illustrare le origini e la storia dell’arma»; lo statuto organico del museo,
            approvato dal medesimo regio decreto (art. 2), assegnava chiaramente la
            mission:
                  «custodire degnamente i cimeli, l’archivio storico, la biblioteca, nonché


            70    Ivi, busta 929, fascicolo n. 211 di prot. del 1922, «Legioni Territoriali Carab.ri Roma e Lazio», a
            mero titolo esemplificativo.
            71    GMU 1925, n. 128. Disposizioni Varie. R. decreto n. 2495, col quale è istituito in Roma ed eretto
            in ente morale il museo storico dell’arma dei carabinieri reali, avente un capitale iniziale nominale di
            lire 51000, ed è approvato il relativo statuto organico. – (Direzione generale servizi amministrativi).
            – 3 dicembre 1935. – (Gazzetta ufficiale n. 24, del 30 gennaio 1926). Bollettino Ufficiale dei Carabi-
            nieri Reali 1926, dispensa 3  del 31 marzo 1926, pp. 151 e seguenti. Comando Generale dell’Arma dei
                                a
            Carabinieri Reali, Statuto e Regolamento Interno del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri Reali,
            Roma, Tipografia della Legione Allievi Carabinieri Reali, 1927. A proposito dell’autonomia finan-
            ziaria si veda il fascicolo in ASACC, D419.11, «Offerte a favore del Museo Storico dell’Arma» data-
            to 1922. Vi furono poi piccoli interventi sullo statuto sino al 1942: GMU 1930, circolare n. 606, «R.
            decreto n. 1322 col quale viene modificato il capoverso d) dell’art. 5 dello statuto organico del mu-
            seo storico dell’arma dei carabinieri reali. – (Direzione generale personali civili e affari generali) – 22
            agosto 1930 – Anno VIII – (Gazzetta ufficiale n. 228, del 30 settembre 1930), pp. 2074-2075; GMU
            1938, circolare n. 177, «R. decreto n. 2436 col quale viene approvato il nuovo statuto del «Museo sto-
            rico dell’arma dei carabinieri reali». – (Direzione generale personali civili e affari generali) – 27 di-
            cembre 1937 – Anno XVI – (Gazzetta ufficiale n. 33, del 10 febbraio 1938), pp. 411-415.
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