Page 345 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico  345


              legati alla sistemazione logistica e infrastrutturale, secondo quanto espres-
              so dal presidente del Museo nelle varie relazioni. Dall’anno 1930/1931,
              iniziò ad apparire compiutamente uno spazio fisico dedicato all’acquisizio-
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              ne della documentazione per l’archivio storico .
                 il generale Palizzolo di Ramione precisava al Ministero della Guerra che
                   «i fascicoli di documenti storici di carattere vario, raccolta sinora, già si-
                   stemati in apposite custodie catalogati con provvisorio sistema, ascendono
                   a 115. La maggior parte di tale carteggio – che nel complesso è di notevole
                   importanza – venne, com’è noto, rintracciata presso gli archivi di code-
                   sto Comando Generale, e limitatamente presso alcune legioni territoriali,
                   principalmente quella di Palermo e di Genova. a Torino, intanto, si sta
                   provvedendo alla ricompilazione di ruoli matricolari di Ufficiali dell’arma
                   di epoca remota, traendo i relativi dati da vecchi registri esistenti presso
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                   quell’archivio di Stato» .
                 il ruolo preponderante di motore dell’azione di versamento di docu-
              mentazione dall’arma al Museo doveva essere, senza dubbio, assegnato
              al Comando Generale.  Come ricordato precedentemente,  d’altronde, le
              norme delle istruzioni sul carteggio prevedevano espressamente che que-
              sto ricevesse le segnalazioni dalle legioni contenenti i fascicoli d’interesse
              storico per disporne poi la raccolta e la successiva consegna a quell’istituto
              di conservazione. in tale fase storica, dunque, il flusso era principalmente
              dall’arma al Museo. Tuttavia, accanto a tale raccolta documentaria si deve
              segnalare anche la donazione della «completa raccolta delle deliberazioni
              ufficiali dei Comuni d’italia» che avevano presentato varie offerte raccolte
              dal «Comitato nazionale Pro-Monumento al Carabiniere in Torino». Si
              trattava complessivamente di 93 volumi contenuti in un mobile dal fine
              lavoro artigianale che il Museo aveva nel deposito temporaneo presso la
              caserma sede della legione allievi, in attesa del definitivo trasferimento
              presso l’istituto museale che, dal 1927, si era stabilito presso l’attuale edi-
              ficio con ingresso in via Crescenzio n. 92, nel frattempo sottoposto a un
              forte intervento di ristrutturazione e adeguamento alla nuova funzione che
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              portò all’inaugurazione circa un decennio dopo .

              76    Si deve riconoscere al Comando Generale una vera e propria funzione di propulsore tanto da fa-
              vorire grandemente l’azione del Museo Storico. In particolare, si rinvia a ASACC, D1100.3, “Museo
              Storico”, che contiene la corrispondenza tra Museo e Comando Generale in merito alle azioni per
              l’incremento del patrimonio archivistico in cui emerge l’attenzione del Comando Generale e del co-
              mandante dell’epoca in tale attività.
              77    Si veda la relazione illustrativa per l’anno 1930/1931, p. 6.
              78    ASACC, D104.9, che contiene Il Museo Storico dei Carabinieri Reali – Album ricordo, Roma, Edi-
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