Page 343 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico  343


                   tutti i ricordi dell’arma relativi all’azione da essa svolta sia in pace che in
                   guerra, e di proseguire nella raccolta di detti cimeli e ricordi in modo da
                   perpetuare le glorie e le tradizioni dell’arma» (art. 2).
                 L’autonomia finanziaria data dall’erezione in ente morale doveva con-
              sentire il pieno funzionamento autonomo rispetto i fondi ministeriali come
              precisato dall’articolo 4:
                   «con tali redditi sarà provveduto alla custodia ed all’ordinamento del mate-
                   riale esistente, ed all’ulteriore incremento del museo, provvedendo [...] alla
                   raccolta dei documenti, cimeli, stampe, libri ed altro materiale relativo, e
                   promuovendo infine quelle iniziative che saranno ritenute utili allo scopo».
                 il consiglio direttivo doveva provvedere, tra l’altro,
                   «alla ricerca, alla raccolta e all’ordinamento dei materiali, cimeli e docu-
                   menti che riguardano la cronistoria dei vari reparti dell’arma, gli atti di
                   valore individuale compiuti dai singoli suoi componenti, ed infine di tutto
                   ciò che può servire a far risaltare l’azione svolta dall’arma sia in occasione
                   di pubbliche calamità, come nei servizi a tutela dell’ordine e della sicurez-
                   za pubblica e nella lotta contro la delinquenza, nonché il riconoscimento
                   da parte del Paese delle benemerenze acquistate dall’arma stessa» (art. 6).
                 Dunque, la ricerca d’indole storica e «la raccolta dei cimeli e dei ri-
              cordi» doveva essere facilitata attraverso la partecipazione attiva dei co-
              mandanti di legione e di scuola, nonché di «tutti i volontari di qualunque
              grado, tanto in servizio attivo come in congedo». inoltre, quei comandanti
              si sarebbero potuti avvalere degli ufficiali delegati allo scopo «e che perciò
              saranno i naturali collaboratori del consiglio presso la rispettiva legione»
              (art. 7). l’azione del Museo sarebbe stata comunque sottoposta a control-
              lo e vigilanza tanto che nel mese di luglio il consiglio direttivo avrebbe
              dovuto inviare al Ministero della Guerra «il rendimento della gestione fi-
              nanziaria, accompagnato da una relazione illustrativa circa l’azione svolta
              durante l’anno» (art. 13).
                 infine, tutto ciò che non era regolato dallo statuto sarebbe stato disci-
              plinato dal direttivo con «apposito regolamento interno da sottoporsi alla
              approvazione del comando generale dell’arma» (art. 14).
                 Qualche considerazione è necessaria almeno per la parte archivistica.
              Si noti immediatamente che si parla genericamente documenti, cimeli e
              ricordi, sebbene l’articolo 2 richiami un «archivio storico». Ciò consente
              di apprezzare come, sin dalle prime formalizzazione della costituzione del
              Museo, emerga la ricerca del documento singolo, del fascicolo dedicato
              all’avvenimento particolare, ora celebrativo del valore dei militari dell’ar-
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