Page 347 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico 347
coli provenienti da diverse legioni, sia attraverso gli ufficiali corrisponden-
ti. in tal caso, si trattava principalmente di fotografie di militari dell’arma
insigniti di decorazioni al valore o relative a cerimonie di inaugurazioni di
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caserme o di consegna della bandiera nazionale alle stazioni .
il gran numero di fotografie pervenute diede impulso alla costituzione
dell’archivio fotografico, con la contestuale pubblicazione delle norme per
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il funzionamento e della struttura di catalogazione .
Si noti anche in questo caso l’applicazione dei criteri legati al mondo
museale o biblioteconomico assolutamente distanti dalla tradizione archi-
vistica di quegli anni.
nel 1936 si segnalava che «la ricerca presso i vari comandi dell’arma,
di vecchio carteggio d’interesse storico ha proceduto e procede tuttora con
ogni cura» .
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La crescita dell’archivio storico, o meglio della raccolta di documenta-
zione storica presso il Museo, secondo le relazioni illustrative, fu continua:
251 cartelle nel 1934, che salgono a 366 nel 1935, a 400 nel 1936, a 430
nel 1937. Successivamente, le relazioni riportano generiche indicazioni sui
comandi e gli individui che versavano o donavano cimeli e materiale do-
cumentario, senza però precisare le dimensioni del patrimonio archivistico.
Con la relazione per l’anno 1939/1940, il presidente segnalava che «dal
comando generale poi, e dalle legioni direttamente, continuano a pervenire
carteggi e documenti vari, che dopo attento spoglio, esame e catalogazio-
ne, passano ad aumentare i fondi archivistici» .
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appare opportuno segnalare la ricerca di un linguaggio scientifico che,
però, cozzava con la realtà. non si trattava di fondi archivistici, ma pro-
babilmente di qualche serie o sottoserie archivistica che non sarebbe stata
mantenuta in vita secondo il principio del vincolo archivistico, bensì col-
locata all’interno dell’archivio storico del museo senza particolare criterio
se non quello cronologico.
Con l’ingresso dell’italia nel Secondo conflitto mondiale, oltre ai fasci-
coli che i comandi dell’arma inviavano, era sottolineato che
«un contributo di notevole importanza stanno dando i reparti mobilitati, dai
82 Si veda la rubrica in «Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri Reali – Bollettino-Notiziario», 2
(1933), n. 3, p. 5.
83 «Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri Reali – Bollettino-Notiziario», 3 (1934), n. 1, pp. 10-11.
84 Relazione illustrativa per l’anno 1934/1935, p. 9.
85 Relazione illustrativa per l’anno 1939/1940, p. 5.

