Page 37 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Un aspetto particolarmente significativo contenuto nel regolamento ge-
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nerale è dato dagli articoli 593-595 riservati alla circolare periodica . In
particolare, il testo normativo partiva dalla considerazione generale che
sebbene i Carabinieri fossero sparsi su tutto il territorio statale era neces-
sario mantenerli saldamente coesi nel morale; «anzi ne deriva maggior im-
portanza d’ispirare, e mantenere costantemente un solo spirito di corpo, un
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solo interesse, un solo scopo nelle singole Stazioni» . Quindi, il motivo
principale per cui si era ritenuto necessario raccogliere in un unico testo tut-
te le disposizioni relative ai Carabinieri era collegato proprio alla necessità
di mantenere uniti moralmente i Carabinieri e il loro comandante. Tuttavia,
si doveva stimolare lo spirito di corpo attraverso l’esempio e l’emulazio-
ne. Tale obiettivo era perseguito dal colonnello che avrebbe «mensilmente
compilato, e diramato a tutte le Stazioni, un ristretto nominativo delle più
distinte azioni di merito e delle ricompense, come delle rilevanti mancanze
e punizioni. Questo compendio periodico comprenderà pure le mutazioni
personali, e gli altri avvenimenti, che possono particolarmente riflettere ed
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interessare il reggimentale, e disciplinare del corpo» . l’ultimo articolo
riservato alla circolare periodica imponeva al comandante di stazione la
«diligente lettura all’intiera sua brigata riunita» e quindi la classificazione
della circolare periodica in ordine cronologico, «formandone una serie se-
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parata dalle altre circolari» . Si segnala la particolarità dal punto di vista
dell’organizzazione delle carte, poiché avrebbe dovuto formare una vera e
propria serie distinta rispetto le altre.
L’attenzione alla corretta gestione degli “affari correnti” fu una costante
nei Carabinieri Reali. Si pensi, a solo titolo d’esempio, all’intervento con-
tenuto in una circolare del 1834 con la quale si fornivano alcuni elementi
estrinseci per la redazione delle comunicazioni scritte interne al Corpo.
Si trattava in sostanza di intervenire su di una materia che, almeno for-
malmente, era stata abbondantemente analizzata ma che, evidentemente,
aveva bisogno di ulteriori richiami e controlli, rientrando di lì a poco nella
48 Nella rappresentazione pittorica coeva del colonnello Giovanni Battista d’Oncieu de la Bâtie,
comandante del Corpo dei Carabinieri Reali dal 1° novembre 1816 al 19 marzo 1819, lo si raf-
figura con una copia manoscritta di un testo recante in intestazione «Giornaliere del Corpo dé
Carabinieri Reali». Con il grado di maggiore generale ricoprì l’incarico di ispettore generale del
Corpo dal 19 ottobre 1822 al 12 gennaio 1830, Flavio Carbone, Repertorio degli ufficiali dei Ca-
rabinieri Reali 1814-1871, Roma, Commissione Italiana di Storia Militare, 2013, p. LXXXVI.
49 Regolamento Generale cit., art. 593.
50 Ivi, art. 594.
51 Ivi, art. 595.

