Page 528 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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e di macchine resa possibile dallo sviluppo industriale non avvicina ma allonm.na
una rapida conclusione dei conflitti, perché da una parte i grandi apparati militari
divorano rapidamente risorse delle quali solo le nazioni più ricche e sviluppare
possono disporre, e dall'altra essi olrre ad essere sempre più dipendenti da farrori
extra-milicari acquistano una capacità offensiva e risolutrice decrescente, anzichè
crescente, con il tempo. A maggior ragione ciò avviene negli spazi ristretti dell'Eu·
ropa occidentale, dove in ambedue le guerre mondiali - nonoscanre il carro arma·
to- si verifica ciò che non avviene nella guerra civile americana (e nemmeno in
Russia, o in Africa, nelle due guerre mondiali): la saturazione degli spazi e la crea-
z.iooe dj sistemi difensivi continui, che ostacola la manovra e che è indubbiamente
favorita anche dallo scarso addemamenro e dallo scarso spirito offensivo degli eserciti
di massa, così come noravano i critici milirari europei a proposico della guerra
civile (in proposito, basti ricordare la lunga campagna d'Italia deJ 1943-1945, pur
condotta da eserciti alleati modernamente armati e molto supcciori all'avversario.
Di qui un equi.librio tra i comendenri che può essere rotto - come nella guerra
civile - solo dall'anemizzazione economica di una delle due parti, ottenuta con
il potere marittimo e-più tardi - con il potere aereo. Il ruolo del potere marird·
mo con la correlata importanza delle marine mercantili e delle armi insidiose è,
come si e visco, un'aJcro messaggio della guerra civile raccolto io ritardo - e in
forma incompleta - in italia e non solo in Italia. Anche su.l mare si continua a
pensare fino a tempi recentissimi soprattutto aJ.Io scomro decisivo tra flotte riunire
d'alto mare composte da grandi navi. trascurando i problemi della guerra d'artriro
e della guerra dci convogli come le possibilid del naviglio sottile e della guerra
di mine, specie nel Mediterraneo.
In questo senso, il "punco di minima", viene raggiunto io Italia non nella
prima guerra mondiale ma nel 1935 con la domina della "guerra di rapido corso"
che partendo da giusre premesse (la dipendenza deU'lcaJia dai rifornimenti via ma·
re, che rende praricamenre obbligam. la ricerca di una guerra breve) dà origine a
una serie di soluzioni orclinacive, tecniche e pratiche d1e procedono in senso dia·
metralmeme opposro agli ammaestramenti della guerra di secessione (e, dopo di
essa, della prima guerra mondiaJe e deUe stesse guerre d'Etiopia e di Spagna).
Se esaminato in questa più larga e atruaJe prospettiva srorica, il sanguinoso,
dispendioso e lungo scontro n:a uo.iooisti e confederati non può essere ridotto a
una guer.ra di posizione ed è cosa ben diversa daJJe forme più esasperare di guerra
di montagna, di crincea e di logoramenro tipiche della prima guer:ra mondiale, guerra
che peraJrro in Russia e nel Medio Orienre - cioè dove si dispone di ampi spazi
-assume forme di spiccato movimento, come del resto avviene anche suJ frome
iraJiano (Capo retto nel I 917, preceduco dallo sfondamento di Riga, e Vittorio Ve-
neto nel 1918). La guerra di secessione è anche un esempio di ardire e profonde
punm.re offensive (Sherman), di impiego su grandi spazi della cavalleria. di impie·
go delle ferrovie in campo srracegico su larga scala e a supporto logisrico della guerra
di movimento aJrrimenti impossibile.

