Page 221 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL POTERE  MARIITIMO NEL  PENSIERO NAVALE  ITALIANO                     207

             In realtà la politica estera fascista non fu quasi mai oscillante. Nei primissimi
        anni, pur introducendo un certo stile di tipo squadrista nelle relazioni internazio-
        nali,  seguì sostanzialmente gli  indirizzi  dei governi democratici:  inadeguati sotto
        molti aspetti, come ho avuto occasione di notare. Unica eccezione di rilievo la crisi
        di Corfù dell923, che fortUnatamente venne superata abbastanza rapidamente grazie
        all'energico  e abile  intervento  dello  Stato  Maggiore  navale  e  della  Diplomazia.
             In seguito l'Italia continuò nella uadizionale linea sostanzialmente anti-francese,
        anti-slava e anche anti-greca, senza riuscire ad avvicinarsi veramente alla Gran Bre-
        tagna. Una momentanea impennata in senso opposto parve sopravvivere nel luglio
        1934, al tempo del putsch nazionalsocialista a Vienna, ma fu  cosa di breve durata.
            In sostanza i nostri Stati Maggiori ebbero costantemente da lavorare sull'ipo-
        tesi  fondamentale  di  una guerra contro la  Francia,  eventualmente alleata  con la
        Iugoslavia. Nella seconda metà degli anni trenta si affacciò più volte l'ipotesi della
        guerra contro l'Inghilterra, assolutamente deprecata dalla Marina ma in ogni caso
        non nuova e non improvvisa. L'intervento del  1940 mostra la radicale insipienza
        politica  del governo  fascista,  ma  non la  sua  tendenza  ai  mutamenti.
            A  rigore  l'unico  vero  mutamento  nel  quale  incapparono gli  Stati Maggiori
        italiani  fu  il  rovesciamento di alleanze del  1914 ad opera del governo Salandra.
        E,  a  ben vedere,  non si  trattò  neppure allora  di  un evento del tutto nuovo e  in-
        sospettato,  visto  che  l'ipotesi  di  guerra  all'Austria-Ungheria  era  stata  più volte
        segretamente presa in esame almeno  dal  1908, quando Vienna aveva annesso la
        Bosnia-Erzegovina.
            Le  cause dell'impreparazione furono  in gran parte m~litari, e il fascismo  ne
        portò giustamente le conseguenze per averne creato e avallato le condizioni politi-
        che,  economiche e  psicologiche.                                        ·
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