Page 230 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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nella vana attesa di entrare vittorioso ad Alessandria (giugno-luglio 1942)
nonché vicende di combattimento e di vita civile in Tunisia fra dicembre
1942 e gennaio 1943, sulle quali nessuno si è poi soffermato.
Sia Pedoja sia Piscicelli Taeggi, pur così diversi, hanno un tratto comu-
ne strettamente legato al tempo in cui scrissero. La figura di Rommel non vi
campeggia. Eravamo p~ima del 1950 quando in Gran Bretagna il popolare
volume di Desmond Young, seguito poi dai Rommel Papers (opere tradotte in
infinite lingue anche se il secondo quasi sempre con tagli rilevanti), fece del
vinto di El Alamein un eroe e addirittura un antinazista. Pedoja che come
giornalista respirava spesso l'aria dei comandi italiani riecheggia talora i
risentimenti che il maresciallo tedesco vi suscitava. Piscicelli Taeggi, in prima
linea agli ordini di Rommel dalla primavera 1941 al gennaio 1942, lo nomi-
na poche volte c senza particolare enfasi. Sono ancora lontani gli anni in cui
non vi sarà memorialista d'Mrica che non abbia avuto incontri frequenti o
scambi di frasi col maresciallo tedesco. Per Piscicelli, Rommel è solo il
comandante che talora gli accade di vedere trattandosi di un capo che stava
abitualmente con le avanguardie.
Ma altra soprattutto è la forza del volume di Piscicelli Taeggi che spinse
Benedetto Croce a volerlo pubblicare: l'ammirazione dovuta al combattente
che in pagine "ricche di vita e prive di retorica" rievoca con quali difficoltà e
sacrifici "i nostri soldati combatterono non già per lo sciagurato regime ma
per l'onore d'Italia, sempre ubbidienti e devoti al nome della patria". ( 52 ) Al
di là infatti dell'appassionante avventura vissuta sempre con coraggio e con-
sumata perizia campeggia l'accusa "contro chi, inseguendo le chimere del
suo cervello, ha abusato delle nostre coscienze, delle nostre volontà, delle
nostre intelligenze, della nostra fedeltà alla bandiera". ( 53 )
Per taluni riguardi vi sono dunque memorialisti che hanno offerto cin-
quant'anni or sono chiavi di lettura che ci sembrano più lucide e durature di
quelle di altri settori della pubblicistica dell'immediato dopoguerra.
NOTE
(l) Intàtti già nel 1944 uscivano a Roma i primi libri come, ad esempio, Leonida Fclletti,
Soldati senz'armi - Le gravi responsabilità degli alti comandi (Dc Luigi). Mentre nel 1945, alcuni
prima e alcuni dopo la liberazione del Nord, uscivano tra gli altri: Quirino Armellini, La crisi
dell'Esercito (Priscilla); Clara Conti, Servizio segreto e Il Processo Roatta. l documenti (De Luigi);
Mario Donosti, pseud. di Luciolli, Mussolini e l'Europa (Leonardo); Carlo Grazzi, Il principio della
fine- La guerra di Grecia (Faro); Luigi Mondini, Prologo del conflitto italo-greco (Treves in realtà
Garzanti) e il primo dei due volumi di Giacomo Zanussi, Guerra e catastrofe d'Italia (Corso).

