Page 225 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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214 LUCIO CEVA
decisione di ridurli per dare la precedenza ai mezzi corazzati. È curioso
però che non una parola sia spesa per ricordare come, oltre a questi pro-
grammi (anzi in parziale loro vece dopo che furono ridotti), si sarebbero
potuti adottare (come avvenne ad esempio in Gran Bretagna e in Ger-
mania) accorgimenti idonei per migliorare gittata e potenza di molte vecchie
artiglierie sia ritubandone le canne sia migliorandone il munizionamento,
come da anni e su autorevoli riviste scientifiche andavano suggerendo pro-
vetti tecnici italiani. ( 4 ll È naturale che le grandi industrie preferissero i rin-
novamenti totali che assicuravano lavoro per anni e che permettevano altresì
il rinnovo gratuito degli impianti grazie all'anticipo del 15% a fondo perduto
promesso e pagato alle grandi aziende produttrici (Terni, OTO, Ansaldo). ( 42 )
Ma ciò non toglie che, indipendentemente dalla successiva riduzione dei
programmi, i previsti anni di attesa avrebbero potuto essere messi a profitto
con rimedi interinali di costo modesto. Il generale Favagrossa ha preferito
sorvolare su queste circostanze, delle quali, pur non essendone responsabi-
le non poteva non essere a conoscenza, e riferire invece tutte quelle altre
intonate alle "ragioni" dell'industria.
A tanta distanza di anni possiamo solo constatare come Favagrossa abbia
contribuito a imporre in tema di "impreparazione" una chiave di lettura
ingannevole, assolutoria e forse proprio per questo fortunatissima e persi-
stente. Da allora leve di "esperti" si sono sbizzarrite nell'accumulare cahiers
de daléances sull'arretratezza delle nostre armi causa di ogni sventura. Il
"fucile 91 ", come se fosse stato sostanzialmente diverso dal Mauser tedesco,
dal Lebel francese o dall'Enfield inglese. Il "terribile" mortaio dei greci, che
era né più né meno il nostro Brandt costruito su licenza francese.
Mancavamo di Radar, deficienza gravissima indubbiamente, ma considerata
senza adeguato esame delle strutture di ricerca che avrebbero dovuto prov-
vedervi. ( 43 ) Per tacere del fatto che non tutti gli avvistamenti notturni per noi
funesti furono opera del Radar. Questo nella notte di Matapan localizzò solo
il Pala rimasto isolato e fermo per l'aerosiluro ricevuto. Ma gli altri due incro-
ciatori della stessa P divisione (Fiume e Zara) i quali - coi relativi cacciator-
pediniere - avevano invertito la rotta per soccorrere il Pala, furono distrutti
a cannonate dagli inglesi che, ancora ben lontani dalla nave ferita, li ave-
vano avvistati con semplici binocoli. Si ripete che i motori radiali dei nostri
velivoli da caccia con la loro forma e dimensione avrebbero tarpato la velo-
cità, come se radiali non fossero stati i propulsori dei velocissimi Focke Wulf
FW-190 tedeschi e dei Republic P47C Thunderbalt americani! Un "giornali-
sta-tuttologo", rievocando dopo cinquant'anni su un grande quotidiano il

