Page 227 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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216 LUCIO CEVA
"Accanto ai soldati tedeschi, alti, ben piantati, prestanti ( ... ) i nostri ausi-
liari, per lo più addetti al genio e ai servizi, tozzi, dinoccolati, trasandati non
facevano gran bella figura. Ma figura assai peggiore di questi bravi figliuoli,
che se non avevano dalla loro l'aspetto guerriero, possedevano un coraggio e
una tenacia che ebbero modo poi di rifulgere nel seguito della campagna,
allorché i loro prestanti ed eleganti "camerati" tedeschi, saltati in autocarro,
li abbandonarono alloro destino, fecero i nostri carri armati.( ... )".
E più oltre a proposito della rotta di El Alemein:
"( ... )Le truppe di Rommel erano montate quasi al completo su auto-
mezzi; quelli che mancavano vennero sottratti ai nostri secondo il sistema che ai
danni dell'ARMIR stava già praticandosi in Russia. In tal modo il grosso delle
forze di Rommel ( ... ) riuscì a sganciarsi e a ripiegare. ( ... )Alle nostre forma-
zioni appiedate e cioè alla massa del nostro corpo di spedizione, toccò quel
che doveva accadere al già ricordato ARMIR: abbandonate a se stesse, cir-
condate da tutte le parti, senza collegamenti, senza automezzi, senza rifor-
nimenti, esse resistettero strenuamente finché il nemico non le sommerse"
(cors. ns.). ( 45 )
Gli esempi potrebbero moltiplicarsi e sempre con l'accecato tono di cosa
risaputa che ormai non vale neppure la pena di dimostrare ma solo di rievo-
care incidentalmente.
Eppure già allora non era mancato il tentativo di contenere in giusti
limiti l'accusa basandosi non sulla chiacchiera generalizzata ma raccoglien-
do testimonianze affidabili o ragionando su dati documentali.
Testimonianze circostanziate erano offerte da Gerolamo Pedoja un cor-
rispondente della "Gazzetta del popolo" autore di un volume pubblicato nel
1946 assai serio e ancor oggi con tratti di originalità. Sarà anche per questa
ragione che Pedoja è oggi del tutto dimenticato e il suo libro, già introvabile
negli ultimi anni '40, non ha mai avuto l'onore di una ristampa. Pedoja dun-
que aveva ricostruito sul posto qualche episodio che vale la pena di ricorda-
re. A Marsa Matruh un colonnello tedesco con scorta armata impose il
distacco dei locomotori a nafta da un trenino-ospedale con "oltre un centi-
naio di nostri feriti" ottenendo così di "formare d'urgenza un altro convoglio
per i bisogni delle forze alleate tedesche". I nostri feriti, fatti in seguito pri-
gionieri dagli inglesi, assistettero poco dopo "alla partenza di altri vagoncini
carichi di materiale d'equipaggiamento in cui figuravano soprattutto tende,
casse, brandine da campo, tavoli e sedie a sdraio". Inoltre:
"Presso Sollum, alcuni nostri soldati, pur sapendo che i tedeschi si oppo-
nevano dappertutto con ferocia a prenderli a bordo degli autocarri anche se vi
fosse stato posto, s'aggrapparono a un camion carico di materiale di fureria.

