Page 236 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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LA  RATIFICA  DEL TRATTATO  DI  PACE










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              "Consumatum est":  con queste parole, la  sera del  10  febbraio  1947, l'ex
          Ministro degli Esteri Nenni annotava l'avvenuta firma del Trattato di Pace di
          Parigi. (l)  Si levarono sia prima che dopo la firma  italiana diverse voci con-
          trarie alla metodologia utilizzata dal Governo. A detta dei critici, De Gas peri
          con la repentina firma aveva impedito che si svolgesse quel dibattito preven-
          tivo all'Assemblea Costituente che avrebbe potuto indirizzare la delegazione
          italiana sulle scelte da compiersi. Già il  7 febbraio, alla vigilia della firma di
          Parigi,  il  deputato  del  Gruppo  Misto  Tullio  Benedetti  era  intervenuto
          all'Assemblea Costituente richiedendo di porre all'ordine del giorno il Trattato
          di  Pace:  per Benedetti  l'Assemblea  "ha  il diritto,  e soprattutto  il dovere,  di
          esprimere la propria  opinione  ( ... ).  Ci vorrebbero far credere che si subordinerà
          l'applicazione del trattato alla ratifica della nostra Assemblea e invece tale possi-
          bilità di subordinazione non esiste.  È ancora un'impostura. La firma del tratta-
          to di Pace equivale ad una accettazione". (l)  De Gasperi aveva risposto distin-
          guendo tra la  firma e la ratifica, sottolineando come il  lasso temporale tra i
          due atti avrebbe consentito all'Italia di proseguire una trattativa per la revi-
          sione di alcune clausole. Inoltre, la ratifica era per il Presidente del Consiglio
          tutt'altro che un atto formale, visti sia l'enunciato dell'articolo 90 sia il parere
          espresso esplicitamente da  alcune delle Potenze vincitrici:  "( ... ) un  trattato"
          concluse De Gasperi in risposta alla richiesta di Benedetti "non è valido, cioè
          non diventa legge,  senza l'approvazione dell'Assemblea Costituente". ( 3 )
              Nella seduta pomeridiana del  10  febbraio  il  presidente dell'Assemblea
          Terracini, levandosi in piedi insieme al Governo, ai deputati ed al pubblico
          delle tribune, dichiarò: "Onorevoli colleghi, l'Assemblea Costituente,  in pienez-
          za di solidan"età  con  le  manifestazioni di protesta  di tutti gli Italiani contro le
          condizioni durissime del cosiddetto trattato di Pace,  imposto alla Nazione,  deve
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