Page 241 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
P. 241
230 MARCOCUZZI
La Commissione definì quindi il disegno di legge da sottoporre
all'Assemblea:
Articolo unico - Il Governo della Repubblica è autorizzato a ratificare il trat-
tato di pace tra le Potenze Alleate ed Associate e l'Italia, firmato a Parigi il l O
jèbbraio 1947.
Le sinistre sferrarono una energica offensiva pubblicistica contro la deli-
bera della Commissione: il Governo si voleva schierare con il blocco occi-
dentale. Ad ulteriore suffragio di questa tesi vi erano le dichiarazioni filoa-
mericane di Sforza ma soprattutto la partecipazione entusiasta dell'Italia alla
Conferenza di Parigi sul Piano Marshall, ormai letto dai socialcomunisti
come la prosecuzione economica della dottrina Truman. Nel numero di
luglio di "Rinascita" le comprensioni e gli apprezzamenti di febbraio nei
confronti della politica estera di De Gas peri e Sforza apparivano ormai come
un lontano e quasi imbarazzante ricordo: "La prima obiezione ( ... )che si pre-
senta alla mente dell'osservatore imparziale è che il governo e la diplomazia ita-
liana hanno dimostrato prima di tutto di non essere nemmeno informati del vero
stato delle cose, e poi di essere lo zimbello di un giuoco fatto nell'interesse altrui.
La diplomazia del conte Sforza ignorava durante la discussione all'Assemblea
Costituente, i veri motivi della ritardata ratifica russa, così come ignorava il con-
tenuto dello scambio di opinioni che a questo proposito ha avuto luogo tra
l'Unione Sovietica e la Gran Bretagna. E perché questa ignoranza? Perché la
diplomazia del conte Sforza, come quelle precedenti di De Gasperi e di Bonomi,
ignora l'Unione Sovietica, la parte e il peso ch'essa ha e continuerà ad avere
(accresciuti, anzi!) nella politica mondiale. Essa è quindi alla mercé dell'altra
parte". (! 9 )
La nuova vittoria di De Gasperi e Sforza fu di breve durata. All'interno
della Democrazia Cristiana si levarono diverse voci che, in sostanza, si alli-
neavano con la posizione socialista della ratifica subordinata a quella sovie-
tica: tra esse, quelle di Sturzo e Dossetti, mentre su posizioni disciplinate ma
dubbiose si attestavano i membri della Commissione Trattati, Granchi e
Giordani. Il rischio di una spaccatura del suo Partito in due tronconi con-
trapposti su un tema così delicato, ed i consigli di insignì giuristi convinsero
il Presidente del Consiglio a ricercare un compromesso. Nel corso di una riu-
nione del Gruppo parlamentare democristiano, il 19 luglio, De Gasperi
accettò di co;reggere la formula originale del disegno di legge, discusso ed
approvato dalla Commissione Trattati, aggiungendo implicitamente la
subordinazione della ratifica a quella sovietica. Lenunciato del nuovo dise-
gno di legge fu quindi il seguente:

