Page 240 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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          di discussione del  successivo dibattito parlamentare:  il Governo aveva chic-
          sto una ratifica immediata malgrado mancasse ancora la ratifica dell'Unione
          Sovietica in forza dell'articolo 90 del trattato, esso sarebbe diventato esecuti-
          vo quando fossero state depositate le  ratifìche delle quattro Potenze vincitri-
          ci;  di conseguenza "Perché ratificare prima che il trattato sia diventato esecuti-
          vo? S'è mai visto un condannato precipitarsi a ratificare una sentenza non anco-
          ra perfetta?". 0 6 ) Il 9 luglio, nonostante le argomentazioni del leader sociali-
          sta, la  tesi governativa della  ratifica immediata venne approvata dalla  mag-
          gioranza  della  Commissione:  Sforza ottenne  i voti  di  tutti  i democristiani,
          dei  repubblicani  Pacciardi e Parri, del  socialdemocratico Treves e  del presi-
          dente della Commissione Bonomi.
              Il  15  luglio  il  democristiano Granchi, a  nome della  maggioranza della
          Commissione, e illiberale indipendente Nitti, a nome della minoranza, pre-
          sentarono all'Assemblea le  due rispettive relazioni.
              La relazione Gronchi prevedeva una ratifica immediata; le  motivazioni
          erano quelle più volte espresse da De Gasperi: "La ratifica italiana,  non col-
          legata all'atteggiamento dell'una o dell'altra potenza, acquista il significato ed il
          valore di un atto autonomo del nostro Paese che vuol rioccupare il suo posto,  da
          uguale, fra  i popoli liberi,  senza prendere partito nelle divergenze che sono oggi
          causa  di  temione fra  Occidente ed Oriente  ( .. .).  Il  ratificare  ( .. .)  vale anche a
          segnare una linea di arresto sul pericoloso piano inclinato di Gatteggiamenti rin-
          novantisi senza di noi e contro di noi (. .. ). D'altra parte non si può negare ragio-
          nevolmente la  nostra convenienza di cogliere l'occasione per partecipare, senz'al-
          tro indugio,  in pienezza di diritti e di doveri,  di capacità e di responsabilità,  alla
          ricostruzione europea". ( !7)
              La relazione Nitti esponeva in tono asciutto le ragioni di  un rinvio con
          riferimento all'articolo 90 del Trattato ed alla mancante ratifica sovietica:"( .. )
          Fino ad ora  non  vi è stata la  ratifica del Trattato  delle quattro Potenze alleate e
          asmciate: mlamente tre hanno ratificato e fra esse manca la  URSS.  Le ratifiche
          già  avvenute non  sono state a quanto  risulta,  depositate fino  ad ora  a Parigi;  e
          quindi la  ratifica anticipata dell'Italia non  la farebbe  uscire dalla situazione di
          armistizio e sarebbe delusione per tutto il popolo italiano ( ... ) Se il trattato diven-
          terà proHimamente pe1jetto con la ratifica delle quattro grandi Potenze Alleate e
          AJJociate,  l'Italia,  ratificando  a  sua  volta,  sarà  presto  liberata  dall'incubo  del
          regime attuale di armistizio. Ma se l'accordo fra le Potenze non sarà intervenuto,
          ciò che non è desiderabile e che è anzi deprecabile,  l'Italia sarà costretta come gli
          altri paesi vinti a paci separate che in  ogni modo la facciano  wcire dalla situa-
          zione di maleHere e di umiliazione in  cui da  troppo  tempo,  senza ma colpa,  si
          trova". 0 8 )
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