Page 141 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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DALLE GUERRE NAZIONALI AGLI INTERVENTI MULTINAZIO"'ALI 131
Sembrano quindi più significativi per il nostro discorso, malgrado la compara-
tivamente ben maggiore onerosità dell'impegno somalo, altri successivi interventi
delle forze armate italiane all'estero, da collocarsi nel tempo, salvo qualche ca-
so, dopo l'ammissione dell'Italia all'ONU (dicembre 1955). Scopo di queste mis-
sioni è portare soccorso per calamità naturali (terremoti, alluvioni) o situazioni
di particolare emergenza che minacciano la vita di esseri umani. Sono impegnati
per primi elementi dell'Aeronautica e. della Marina: devono, su richiesta dell'ONO,
svolgere compiti logistici inerenti ad operazioni condotte da forze internaziona-
li per mantenere la pace; intervenire - su iniziativa italiana o delle Nazioni Unite
- in aiuto di popolazioni colpite dalla siccità e dalla fame; recuperare persona-
le da luoghi divenuti insicuri. L'elenco è lungo, e comprende missioni in Africa,
in Asia, in America Latina, in Europa, anche oltre cortina.
Dato il ruolo essenzialmente logistico di tali impegni, che non comportano
l'uso ostile delle armi, vi è nel Paese e tra le forze politiche un sostanziale con-
senso, anche se poi, quando si verificheranno perdite dolorose, non mancherà
qualche accusa di avventurismo; va ricordato che nella campagna del Congo
l'Aeronautica perse 21 uomini, 13 dei quali massacrati a Kindu nel novembre 1962.
Alla fine degli anni '70 interviene una svolta. Motivi esterni ed interni con-
sentono al Paese maggiore autonomia e maggiore dinamismo in politica estera.
Sotto questo profilo è significativo il 1979. In luglio, un piccolo nucleo elicotte-
ristico dell'Esercito viene schierato in Libano per cooperare con le forze delle
Nazioni Unite; poiché la missione di accompagnamento della Somalia verso la
decolonizzazione aveva caratteri peculiari e del tutto diversi, è questa la prima
volta dopo la guerra che elementi dell'Esercito italiano sono impiegati all'estero.
Nello stesso mese arriva a Singapore 1'8° Gruppo Navale italiano, per una mis-
sione di soccorso ai Boat People; una missione nazionale, approvata per il suo
carattere umanitario - bongré malgré - da tutte le forze politiche e ottiene una
grande risonanza internazionale: ne parlano radio e televisioni di tutto il mon-
do, Joan Baez compone una canzone.
Nell'economia del tempo disponibile e dei temi da trattare, ricorderò som-
mariamente solo alcune missioni degli ultimi 20 anni.
Tra il 1979 e il 1982 migliaia di uomini dell'Esercito, col supporto delle al-
tre armi, presero parte al ciclo libanese, con fini di interposizione tra forze bel-
ligeranti e difesa della popolazione civile. C'erano francesi, inglesi e americani,
e il complesso degli avvenimenti dimostrò che le forze italiane erano meno in-
vise di altre.
Intanto Marina ed Aeronautica venivano chiamate a nuovi compiti; la pri-
ma negli stretti di Tiran e nel Mar Rosso per difendere la libertà di navigazione
e gli interessi nazionali (altro che raptus pelasgico e simili sciocchezze: da Suez
passava 1/3 del traffico dei nostri porti); la seconda effettuò missioni di salva-
taggio in Eritrea, nello Zaire, in Iran, nello Yemen e in Etiopia.
Nel Golfo Persico la guerra tra Iran ed Iraq minacciava la navigazione
neutrale, in un'area dalla quale proveniva il 30% del fabbisogno energetico

