Page 145 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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L'EVOLUZIONE DELLA GUERRA NEL XX SECOLO
ALBERTO SANTONI
Le forze di terra
Ritengo che non sia possibile un dibattito sull'evoluzione della guerra nel
XX secolo senza prendere in esame le trasformazioni verificatesi in campo indu-
striale e tecnologico già nella seconda metà dell'Ottocento. Più in particolare,
come ha ripetutamente affermato il professar Raimondo Luraghi, dobbiamo risali-
re necessariamente alla guerra civile americana (chiamata con minore proprietà
anche guerra di secessione) nella quale si verificarono profondissimi cambiamen-
ti negli strumenti bellici e quindi nell'arte militare sia terrestre che marittima m.
Innanzi tutto infatti quel conflitto ha conferito, per la prima volta nella sto-
ria, una valenza industriale all'antico concetto di "guerra totale", così caro a
William Pitt "il vecchio" - ministro degli esteri inglese durante la guerra dei Sette
Anni (1756-1763) - sviluppando una produzione bellica incredibile, esaltando
nuove idee e nuove tecnologie e permettendo conseguentemente la realizzazio-
ne di un'infinità di armamenti rivoluzionari (2)_
La prima branca dell'arte militare che ha potuto godere di sostanziali
miglioramenti durante la guerra civile americana è stata la logistica, grazie
soprattutto allo sviluppo delle ferrovie e dei trasporti fluviali con battelli a vapo-
re. Ma anche l'informazione sia militare che civile e perfino la nuova scienza
della propaganda sono state rivoluzionate dalla telegrafia e dalla stampa, che
ebbero allora una divulgazione mai vista prima.
Tuttavia i progressi più significativi ebbero luogo negli arsenali militari, che
standardizzarono finalmente le armi rigate e introdussero i primi bossoli metalli-
ci al fianco delle classiche "cartucce".
A giudizio dei massimi esperti in materia, più che la rigatura dell'anima dei
cannoni fu determinante nella guerra civile americana quella delle canne dei
moschetti che, pressoché generalizzata, conferì all'arma individuale una potenza
e precisione inusitate, grazie anche alla nuova pallottola "minié" (dal nome
dell'inventore francese). Questa era una palla ogivale con tre novità: una rigatu-
ra alla base, che si sarebbe "avvitata" nei solchi elicoidali della canna, un calibro
leggermente più piccolo di quello della canna stessa, così da poterla inserire
facilmente nella volata del fucile ad avancarica, al pari delle pallottole sferiche
usate fino ad allora, ed infine una cavità nel fondello che causava una sua dila-
tazione al momento dello sparo, facendo così aderire il proiettile alle pareti
della canna, "impegnandone" la relativa rigatura C 3 ).

