Page 147 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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L'EVOLUZIONE DELLA GUERRA NEL XX SECOLO 137
quello stesso filo spinato, di quegli stessi mortai e soprattutto di quelle stesse
mitragliatrici che avevano originato nel 1904 un carnaio nel perimetro di Port
Arthur<6 ).
La guerra di trincea quiftdi non fu una novità del primo conflitto mondiale,
come qualcuno ancora crede, mentre senz'altro caratterizzante fu il suo immobi-
lismo. Infatti riteniamo opportuno ribadire che il cospicuo vantaggio dei difen-
sori trincerati sugli attaccanti risaliva alla ricordata introduzione delle nuove armi
nella guerra civile americana. Esse, perfezionate ulteriormente all'epoca del con-
flitto russo-giapponese, rendevano quindi da tempo assai ardui e perfino impos-
sibili gli sfondamenti da parte della fanteria e della cavalleria m.
Tale immobilismo fu rotto nell'ultima fase della prima guerra mondiale
dalla comparsa di un sufficiente numero di carri armati: una nuova e rivoluzio-
naria arma, soprattutto britannica, che fece intravedere a Cambrai nel novembre
1917 le sue capacità di ridare valore alla battaglia di movimento e che risultò
poi preziosa nella finale controffensiva alleata dell'autunno 1918 (B).
Ciononostante, nel dopoguerra, gli Stati Maggiori delle Potenze vincitrici
fecero ancora una volta fatica ad accettare la nuova realtà determinata dall'inter-
vento dei loro stessi mezzi corazzati sul campo di battaglia, giungendo a conte-
stare alcuni propri lungimiranti ufficiali, come Charles De Gaulle e Basil Liddel
Hart, e rimanendo invece fedeli alle fortificazioni fisse, con il sintomatico esem-
pio della Linea Maginot. Al contrario, gli sconfitti - come sovente accade nella
storia - lessero con maggiore senso critico le passate esperienze e inventarono
in Germania la cosiddetta Blietzkrieg, cioè una "guerra lampo" basata sul massi-
mo movimento dei reparti corazzati organizzati da Heinz Guderian e sull'appog-
gio di una vera e propria "artiglieria del cielo" fornita dall'aviazione, a sua volta
primo strumento bellico rivoluzionario del XX secolo (9).
Sempre frutto di una cooperazione terra-cielo, comparve nella seconda
guerra mondiale la specialità dei paracadutisti, molto apprezzata e pubblicizzata
a causa dell'indubbio ardimento richiesto a quelle truppe, ma il cui impiego bel-
lico si risolse nella maggior parte dei casi in un fallimento o addirittura in un
disastro (lO)_
La guerra nei cieli
All'inizio del XX secolo l'aereo, nato nel 1903 dai riusciti esperimenti deì
fratelli Wright, venne tutt'al più ritenuto dai militari un mezzo esplorante e come
tale fu prevalentemente impiegato per la prima volta dagli italiani nella guerra di
Libia del1911-1912, sebbene si fossero verificati in quell'occasione anche estem-
poranei attacchi al suolo. Fu quindi necessario attendere il primo conflitto mon-
diale per vedere e saltate le qualità offensive e difensive di quello che venne
difinito "il più pesante dell'aria" 01).
Era comunque nell'ordine delle cose che i primi disarmati ricognitori fossero
contrastati da intercettori muniti di mitragliatrici, che già avevano avuto il compi-
to di distruggere lungo il fronte i fastidiosi palloni da osservazione. A questo

