Page 173 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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POLITICA ESTERA E POLITICA MILITARE 163
(6) H. Nicolson, Storia della diplomazia, Milano 1967, p. 64-7.
(7) Cit. in A. Briggs, L 'età del progresso. L 'Inghilterra fra il 1783 e il 1867, Bologna
1987, p. 405.
(8) Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, Libro secondo, XXX e X, I danari non
sono il nervo della guerra, secondo che è la comune opinione.
(9) K. von Clausewitz, Della guerra, Milano 1970, libro VIII, p. 814 e 816. Nelle
monarchie di antico regime o nelle monarchie costituzionali pure, il sovrano, conservando la
suprema direzione della politica estera e militare, realizzava in sé la sintesi auspicata.
(lO) R. Aron, La mitraglietta, il carro annata, l'idea, ora in Id., La politica ... , cit., p. 522-23;
cfr. anche p. 525-27.
(11) J.-B. Duroselle, Politique étrangère de la France. La Décadence 1932-1939, Parigi
1979.
(12) F. Guicciardini, Sulla proposta di alleanza jàtta da Carlo V ai Veneziani, in "Scritti
politici e ricordi", Bari 1933.
(13) Mussolini al Re Vittorio Emanuele III ed altri, in "I Documenti Diplomatici Italiani,
nona serie (1939-1943)", vol. III, Roma 1959, n. 669.
(14) A. Iachino, Tramonto di una grande marina, Milano 1966, p. 31.
(15) Cfr. Memorandum by the Secretary qf Defense (Forrestal) to the National Security
Council, 17-4-48, Foreign Relations ofthe United States, 1948, III, Western Europe, Washington
1974, p. 561-64.
(16) Cfr.]. Doise- M. Va'isse, Politique étrangère de la France. Diplomatie et outil mili-
taire 1871-1991, Parigi 1992, p. 11.
(17) V. Ilari, Gli studi e la fonnazione degli ufficiali nel secondo dopoguerra, in "AA.
W.", Le Forze Annate dalla liberazione all'adesione dell'Italia alla NATO, Roma 1986, p. 352.
(18) L. Bonanate, F. Armao, F. Tuccari, Le relazioni internazionali. Cinque secoli di sto-
ria: 1521-1989, Milano 1997, p. 246.
(19) M. Coccia, Potere politico e strumento militare nelle relazioni internazionali, rela-
zione alla giornata di studi Forza e "incultura" militare. Gli studi strategici in Italia, Università
Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 9-2-98, testo dattiloscritto, p. 4. Da allora ad oggi la cifra ha
continuato ad aumentare.
(20) U. Gori, La violenza nelle relazioni internazionali, in C. Jean (a cura di), La guerra
nel pensiero politico, Milano 1987, p. 200.
(21) Il concetto di 'politico' e Sulla relazione intercorrente fra i concetti di guerra e di
nemico, ora in C. Schmitt, "Le categorie del 'politico'", Bologna 1972.
(22) Cfr. C. Jean, Geopolitica, Roma-Bari 1995, p. 143.
(23) È invece di grande interesse studiare se le democrazie operino in campo internazio-
nale in maniera sensibilmente diversa dagli altri regimi politici, tema affrontato ultimamente in
A. Panebianco, "Guerrieri democratici. Le democrazie e la politica di potenza", Bologna 1997.
(24) C. Jean, Studi strategici, Milano 1990, p. 31-34 e Id., La rivoluzione geopolitica del
dopoguerrafredda, in "Mfari Esteri", Inverno 1997, p. 119.
(25) P. Scagliusi, Gli Stati Uniti e la difesa preventiva, in "ISTRID", gennaio-febbraio
1997, p. 25.
(26) Cit. in 'The Guardian", 24-2-98.
(27) D. Smith, Between Urgencies and Impossibilities. New Security Architecture for
Europe, in "Security Dialogue", vol. 24, n. 3, September 1993, p. 311.
(28) "Durante la guerra fredda gli eserciti non dovevano combattere, ma esistere. Ora,
invece, devono essere veramente in condizione di combattere in interventi esterni, non per la
protezione dei territori. Gli eserciti di massa destinati alla difesa delle frontiere hanno segnato

