Page 177 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI INASCOLTATI E "MAITRES À PENSER": 167
spesso troppo sommari, approssimativi, non condivisibili e troppo laudativi, an-
che perché non riconducibili a una chiara individuazione delle diverse correnti
di pensiero.
Nel 1936 Walter Maturi, compilando la voce Risorgimento per !"'Enciclopedia
Italiana", notava ancora che
sul Foscolo, sul Balbo, sul Pisacane mancano dei buoni saggi storici tra po-
litici e militari, come hanno i Tedeschi per lo Scharnhorst, il Gneisenau, il Clausewitz.
Coslpure dal punto di vista storico sarebbe assai interessante lo studio delle isti-
tuzioni militari napoletane e piemontesi, delle quali ultime il Brancaccio ha rac-
colto gli elementi. Insomma una storia etico-militare è ancora da fondare in Italia
[nostra sottolineatura -N.d.a.}. Gioacchino Volpe cerca di diffonderne il gusto e
l'interesse con la sua collana "La Guerra e la Milizia negli scrittori italiani d'ogni
tempo". La storia delle guerre del Risorgimento invece è stata trattata in modo
esauriente nelle pubblicazioni del corpo di Stato Maggiore e conta per alcuni mo-
menti opere classiche come quelle del Pollio su Custoza e del Guerrini su Lissa (5)_
Dopo questa non consolante panoramica del Maturi, nella collana del Volpe
(che era da lui diretta insieme con il generale Francesco Saverio Graziali, non ci-
tato dal Maturi) sono stati dediti gli scritti militari del Foscolo, del Balbo e di altri
autori anche stranieri (il Marmont, ma non il Clausewitz!), con commenti intro-
duttivi interessanti ma tali da risentire della retorica del tempo, e da non seguire
la metodica comparativa suggerita dal Fabris. Negli anni Venti sono comparsi
(Guerrini, Canevari, Bobbio, Blatto) i primi (non sempre condivisibili) tentativi di
interpretare le teorie di Clausewitz, completati nel 1930 con l'opera Clausewitz e
la guerra moderna dello stesso Canevari C 6 ), con un memorabile studio su Clausewitz
(tuttora il migliore) di Benedetto Croce C 7 ) e con la prima traduzione integrale
(1942) del Vom Kriege a cura dello stesso Canevari e del generale Ambrogio
Bollati, edita dall'Ufficio Storico SME. Infine, il generale Pietro Maravigna oltre che
una voluminosa storia dell'arte militare moderna (1923-1928) (B) ha pubblicato sul-
la Rassegna di Cultura Militare dal dicembre 1939 al dicembre 1940 tre saggi de-
dicati al "Pensiero militare italiano dalle guerre napoleoniche ai nostri giorni" e
altri tre aventi come oggetto "Il Pensiero napoleonico e la guerra attuale". Interessante
e utile, ma troppo sommario, lacunoso e non sempre condivisibile, anche il volo
d'aquila compiuto nel 1924 dall'allora colonnello Ettore Bastico sull'arte della guer-
ra dall'antichità alla guerra futura, per la quale non crede a grossi mutamenti ridi-
mensionando l'importanza del carro armato, dell'aereo e della motorizzazione C9).
Dopo il 1945 la situazione politico-sociale dell'Italia e il contesto della guer-
ra fredda, dominato dalla bomba atomica, dal tecnicismo e da dottrine militari
di impronta non nazionale, non hanno certo creato un clima favorevole alla
compilazione di opere di carattere storico che richiamino le grandi tradizioni del
pensiero militare classico e nazionale. Ancor più meritoria appare quindi l'ope-
ra solitaria di Piero Fieri, il quale nel 1955 ha pubblicato un libro che fornisce -
purtroppo in sole 251 pagine - una sintesi critica degli scritti dei principali autori

