Page 176 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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             e che vi possa essere interesse nel conoscerla.  Tuttavia  non la  vorremmo ridotta
             ad una filza di nomi,  di date e di biografie seguite da elenchi di opere correda-
             te da  un breve giudizio su ciascuna di esse [ .. .].  A  ben altro concetto ci hanno
             abituato le recenti storie letterarie[...}. In Italia,  tra gli altri,  l'Emiliani-Giudici,  il
             Settembrini,  il De Sanctis [insegnante alla Nunziatel!a e maestro di celebri auto-
             ri  militari,  tra  i quali il Marselli  - N.d.a.] e non ultimo il Fornaciari [. . .] ci  mo-
             strarono la  via  da  tenere [. . .].  O perché  non  li  vorremmo seguire anche nella
             esposizione della storia  letteraria militare? l punti cui,  a quanto sembra,  ci lega
             una simile storia concepita secondo i desideri e le idee moderne, sono questi: espor-
             re sommariamente l 'opera  dei principali scrittori in ciascun periodo storico,  ri-
             mettendo/i nell'epoca in cui vissero come nella loro nicchia naturale, e raggruppando
             intorno a loro i seguaci e gl'imitatori il cui ricordo valga la spesa;  misurare l'in-
            fluenza esercitata da tutti costoro sui contemporanei e sui posteri,  quella eserci-
             tata dai tempi su di loro,  e finalmente ricavare da tutto questo lavoro analitico
             il pensiero predominante di ciascuna epoca,  considerandolo come una fase  di
             un lungo processo evolutivo,  di cui è utile ricercare l'andamento. Senza di ciò le
             indagini perdono ogni interesse,  lo studio rimane un puro sforzo d'erudizione,  e
             l'espressione divaga senza misura precisa,  mancando/e uno scopo pratico che ne
            proporzioni le parti e dia coerenza al tutto cn.
                 Dopo aver osservato  che  non  necessariamente  il  processo al  quale  accen-
            na il  Fabris  è  evolutivo,  ma può essere anche  involutivo o  presentare soluzioni
             di  continuità,  giova  precisare  che,  se  oggi  ben a  ragione  si  può parlare di  pro-
            feti  inascoltati,  ciò  è  dovuto  al  semplice  fatto  che  né  in  Italia,  né  in Europa  ha
            finora  visto  la  luce  una  storia  organica  della  letteratura  militare,  che  si  ispiri
            all'impegnativa  metodica auspicata dal  Fabris:  taluni  saggi  comparsi  da allora  in
             poi CZ)  hanno  percorso  e  sintetizzato  a  volo  d'aquila  argomenti  che  avrebbero
             meritato  ben altra  attenzione,  o  hanno  tentato  di  ridurre  in  pillole,  di  distillare
             in  qualche  frase  il  pensiero di  questo  o  quell'altro  autore,  senza coglierne  l'es-
            senza  e  al  tempo  stesso,  senza  farne  emergere  la  complessità,  i  legami  e  gli
            aspetti più originali e  nuovi.
                 Una positiva eccezione a  questo non consolante panorama è  data dall'ope-
             ra  del  1925  Marte- Antologia Militare di  Emilio  Canevari e  Giuseppe Prezzolini
            (un ufficiale effettivo e  un ufficiale di complemento della  prima guerra mondia-
             le),  l'ultima di questo genere comparsa in Italia fino ai nostri giorni (3).  Ambedue
             uomini anticonformisti e  dal forte  acume critico,  Canevari e  Prezzolini fanno al-
             meno  precedere  la  ristampa  di  brani  di  autori  italiani  e  stranieri  (generalmente
             ben scelti)  da brevi  notizie  biografiche  e  bibliografiche,  con giudizi  quasi  sem-
             pre centrati e  condivisibili su  luci e  ombre del pensiero di ciascuno:  ma  trattan-
             dosi,  appunto,  di un'antologia, essa non fornisce quel quadro organico - relativo
            alle  diverse epoche e  quindi soggetto a  mutamenti - del quale parla il Fabris.  Di
             una certa utilità è  anche il libro del capitano degli alpini Giuseppe Sticca  (fermo
            al  1912)  sugli  scrittori  militari  italiani C 4 >,  peraltro  molto  lacunoso  e  con  giudizi
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