Page 179 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI INASCOLTATI E "MAITRES À l'ENSER":. 169
la storia della teoria della guerra, cioè dell'evoluzione del pensiero militare;
la storia della scienza empirica della guerra o arte militare, vale a dire dell'evo-
luzione dei modi e delle tecniche del combattere.
A rigore, a queste scienze dovrebbero aggiungersi anche le scienze mate-
matiche applicate alla guerra e relative storie.
Nel successivo dibattito Piero Pieri così iniziava il suo intervento, a impli-
cita giustificazione del suo citato ma troppo sintetico excursus del 1955:
Altamente desiderabile appare oggi uno studio del pensiero militare italiano
attraverso i secoli, che si affianchi e sotto un certo aspetto integri, lo studio dello
svolgimento delle dottrine politiche; ed esso non potrebbe andare disgiunto da un
riesame dei caratteri fondamentali e delle caratteristiche principali dell'arte della
guerra quale si manifestò nelle diverse epoche nella nostra penisola; e ciò per poter
stabilire se e fin dove i nostri teorizzatori si valsero dell'esperienza vissuta, o si at-
tenessero invece a vecchi modelli letterari, o se vagheggiarono forme ideali d'eser-
citi e di condotta di guerra, con scarsa attinenza con la prassi del loro tempo OZ).
Raccogliendo l'invito del Pieri, anche il colonnello di Stato Maggiore Enzo
Avallane auspicava la compilazione di una storia della dottrina e del pensiero
militare italiano, aggiungendo che
il problema è vastissimo e credo che richieda la collaborazione degli Uffici
Storici. Accanto alla storia militare vorrei che si ponesse mano alla storia dello
Stato Maggiore Italiano [dunque, non è anch'essa una storia militare? - N.d.a.]
che è il cervello operante delle Forze Armate Italiane. Bisogna anche formare la
storia per il contributo di pensiero che questi Stati Maggiori hanno portato ai pro-
blemi italiani. In questo quadro generale credo che sarebbe da auspicare la isti-
tuzione di una cattedra di storia e politica militare presso la facoltà di Scienze
politiche da affiancarsi alla già esistente cattedra di Storia e politica navale, an-
che se trattasi di materia complementare.
Va infine ricordato che, sempre nel Convegno del 1969, lo stesso Avallane
e altri hanno accennato a problemi e esigenze tuttora di piena attualità: riordi-
namento degli archivi e biblioteche, rafforzamento e organizzazione degli Uffici
Storici, formazione di ufficiali capaci di studiare e insegnare la storia militare (al
momento, tali insegnanti venivano, come oggi, semplicemente "comandati", sen-
za necessariamente scegli erli tra quelli competenti e appassionati) ecc ..
In riferimento a quanto ha affermato il Capriata, viene ora da chiedersi se,
dopo il 1969, gli Uffici Storici si sono effettivamente limitati a un'asettica histoire-
bataille con impronta ufficiale, e se, al contrario, "gli altri" si sono dedicati con im-
pegno a dare una risposta concreta agli auspici e alle esigenze indicati dallo stesso
Capriata, dal Pieri e dall'Avallane. La risposta è negativa in entrambi i casi. ·
Nel 1985 l'Ufficio Storico SME ha pubblicato il libro Il Pensiero militare ita-
liano tra il primo e il secondo dopoguerra 0919-1949), dovuto a un militare
(Ferruccio Botti) e a un cattedratico civile (Virgilio Ilari), che hanno così potuto
fondere proficuamente insieme le rispettive formazioni culturali ed esperienze.

