Page 183 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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PROFETI INASCOLTATI E "MAITRES À l'ENSER": ... 173
razionalismo cartesiani; Mahan scrive con l'occhio rivolto alle esigenze degli Stati
Uniti e della Marina americana; Corbett e Liddell Hart sono espressione della se-
colare, grande strategia inglese e dell'empirismo anticlausewitziano della loro
Nazione; l'antimahaniano Castex risente della diversa collocazione geopolitica
della Francia e del diverso ruolo delle forze navali in una grande potenza conti-
nentale ... In definitiva, un "maitre à pènser" per una data Nazione potrebbe non
esserlo del tutto o non esserlo affatto per un'altra; questo fatto dovrebbe indurre
taluni nostri autori a moderare la loro esterofilia, la loro tendenza quasi secolare
ad accogliere acriticamente modelli stranieri adatti a ben diversi contesti nazio-
nali e a ben diverse realtà geopolitiche e geostrategiche.
È con questi parametri di giudizio e nel quadro prima tracciato che posso
ora fornire una sommaria e incompleta panoramica di profeti inascoltati con-
temporanei.
Dalla seconda metà del secolo XIX alla Restaurazione: un patrimonio ob-
soleto?
Ai fini della storia politico-sociale (e quindi anche di quella militare) il se-
colo XIX inizia con la netta soluzione di continuità provocata dalla Rivoluzione
Francese (figlia dell'illuminismo della seconda metà del secolo XVIII) e termina
con la prima guerra mondiale, che segna la fine traumatica del vecchio mondo,
delle vecchie concezioni anche militari, e fa entrare nella storia e nella storia mi-
litare nuovi soggetti e nuovi fattori.
Comunemente si afferma che la strategia, vocabolo greco antico, riesuma-
to e definito per primo dal ten. col. di fanteria Joly de Maizeroy (1766) (lS) co-
mincia ad essere praticata, studiata e approfondita come nuova disciplina teorica
solo nel periodo della guerra di masse della Rivoluzione Francese e di Napoleone,
che richiede la manovra con visione unitaria e per uno scopo comune di varie
armate agenti su diversi teatri d'operazione europei. Affermazione inesatta: lo di-
mostra nel 1783 il colonnello (forse prussiano) Nockern de Schorn, con la sua
opera a carattere didattico Sistema generale di tutte le cognizioni militari e meto-
do chiaro e preciso per istudiare ordinatamente la scienza della guerra, scritta in
francese e tradotta in italiano nel 1825 dall'ufficiale napoletano Rodriguez 09) (che
a ragione la ritiene ancora pienamente valida anche se scritta prima delle guer-
re della Rivoluzione Francese e di' Napoleone).
Forse perché né Jomini (che pur compie all'inizio del suo Précis de l'art de
la guerre del 1837 un'ampia panoramica degli scrittori europei di strategia) né
Clausewitz citano il De Schorn, le sue idee in merito all'arte della guerra e, nel
suo ambito, alla strategia (alla quale dedica un intero capitolo e una grande ta-
vola) sono rimaste, non solo in Italia, immeritatamente ignorate.
Con parole che potrebbero essere scritte oggi egli depreca - primo di una
lunga serie di autori, tra i quali lo stesso Jomini - "l'imperfezione di ordine e di
metodo che regna nella teoria della scienza militare" e "il significato vago e ar-
bitrario" che si attribuisce ai termini tecnico-militari. Distingue correttamente tra

