Page 180 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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              Ne  è  derivato un primo tentativo di esame organico e  interforze del pensiero mi-
              litare di una data epoca con i relativi agganci al passato, così come voleva il Fabris;
              né si è omesso di considerare il quadro politico-strategico nel quale gli autori esa-
             minati  scrivevano,  tentando così di  collocare  ciascuno nella  sua casella.
                  Quell'opera  pionieristica - come  tale  non priva  di  lacune - intendeva  es-
             sere un  work in progress,  aprire  un nuovo filone  di ricerca  aperto  a  tutti  e  con
             metodologie e  percorsi da mettere a  punto,  ma così non è  stato.  Mi  sono tutta-
             via  sforzato  di  continuare  il  lavoro  di  scavo  con  il  successivo  libro  (edito  nel
              1989 dall'Ufficio  Storico Aeronautica;  co-autore  il  ten.  col.  A.A.  Mario  Cermelli)
              La  Teoria  della guerra aerea dalle origini alla seconda guerra mondiale (1884-
              1939),  Premio Aerospaziale  1990.  Rientra nei futuri  obiettivi indicati dal genera-
              le Capriata anche la mia  Storia della logistica dell'Esercito Italiano (1831-1981;  4
             volumi con illustrazioni anch'esse di carattere logistico), edita anch'essa dall'Ufficio
              Storico  SME  (1991-1995)  e  riferita  sia  alla  regolamentazione  logistico-ammini-
             strativa,  sia  all'evoluzione  dei  Comandi  e  degli  organismi  logistici  in  pace  e  in
             guerra,  al  loro  rendimento,  ai  caratteri  del  supporto  logistico  dalle  guerre  dal
              Risorgimento in poi e  agli ammaestramenti che ne sono stati tratti,  anche in una
              prospettiva interforze.
                  Quest'opera,  partita dal  principio che "logistica"  e  "amministrazione" signi-
             ficano  anzitutto  "organizzazione"  e  ne  determinano  le  caratteristiche  di  fondo,
             mi ha definitivamente convinto che le strategie e le strutture ordinative delle Forze
             Armate italiane affondano le  loro radici culturali nell'esperienza delle guerre na-
             poleoniche. Di qui l'ultima, ardua fatica tuttora in corso, cioè l'indagine sul Pensiero
              militare e navale italiano della Rivoluzione Francese alla prima guerra mondia-
              le,  della  quale  l'Ufficio  Storico  SME  ha  finora  pubblicato  il  Vol.  I  (1789-1848),
             mentre  il  Vol.  II  (1848-1870),  attualmente  (fine  1999)  in  corso  di  stampa,  do-
             vrebbe essere disponibile entro il 2000 e il Vol.  III (1870-1914) è in corso di com-
             pilazione.  Da ricordare,  infine,  l'opera del generale Filippo Stefani su dottrina e
             ordinamenti dell'Esercito 03).
                  Anche l'Ufficio  Storico Marina,  con recenti pubblicazioni tra  le  quali la tra-
             duzione delle  opere fondamentali di Mahan e  Corbett e  la  riedizione degli scrit-
             ti di Domenico Bonamico da me curata, 0 4 ) sembra aver abbandonato la limitazione
             delle attività alla  pubblicazione di  storie ufficiali degli eventi esclusivamente ba-
             sate su documenti d'archivio.
                  Un panorama, dunque, positivo e soprattutto promettente, che peraltro quan-
             do si tratta di lavori che intendono fornire  panoramiche  organiche del pensiero
             militare e strategico del passato rende inevitabili le mie autocitazioni.  Debbo in-
             fatti  constatare che il  filone di storia  del pensiero militare a  sfondo interforze da
             me inaugurato con Ilari nel 1985, ha finora trovato ben pochi altri cultori ed esti-
             matori;  anche  questo  Convegno lo  dimostra.  Probabilmente  lo  si  è  visto  come
             un'implicita minaccia,  un settore concorrenziale non tanto per l' histoire-bataille,
             ma  per certe  forme  di  histoire-bataille di Forza Armata e  solo di  Forza Armata,
             asettiche,  pseudopositiviste,  esclusivamente basate sugli archivi,  non inserite nel
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