Page 178 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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           pubblica  sicurezza  avevano  arrestato  circa  duemila  persone  (57).  Il  cosiddetto
           "Tribunale giberna" (58)  ovvero  il  tribunale di  guerra  istituito in giugno  da Bava
           Beccaris,  iniziò  i lavori  in  agosto e li  concluse comminando complessivamente -
           per i soli  disordini di  Milano - quattordici secoli e quasi  trentamila lire di multa
           distribuiti  tra  668  condannati  (59).  Tra  questi,  il  repubblicano  Chiesi  (sei  anni  di
           reclusione),  il  radicale  Romussi  (quattro  anni),  i socialisti  Costantino  Lazzari  e
           Paolo Valera (un anno). Tre anni furono comminati al  direttore dell"'Osservatore
           Cattolico", don Davide Albertario, che aveva chiuso il suo giornale sia  per timo-
           re di  vedere coinvolti  i circa duecento orfani che ospitava in  redazione - visto  il
           precedente dci convento di  porta Monforte -, sia  per  protesta contro le  autorità
           militari.  Due  anni  furono  comminati  ad  Anna  Kuliscioff.  Più  grave  fu  la  pena
           inflitta  a  coloro  che  furono  considerati  i veri  artefici  e  le  "menti  ispiratrici"  dei
           moti:  il  deputato  repubblicano  Luigi  De  Andreis,  e  i  deputati  socialisti  Turati,
           Morgari e Rodani, furono condannati a sedici anni di  detenzione (60).
                Per  quanto  riguardava le  perdite,  le  cifre  ufficiali  della  repressione  parlano
           di  81  morti e 450 feriti  tra  la  popolazione (61);  tra le  forze  dell'ordine si  registra-
           rono  due soli  morti:  l'agente Violi,  e il soldato del  92° fanteria caduto 1'8  mag-
           gio. Ad essi si dovette aggiungere un tenente di complemento, colpito da una pal-
           lottola vagante mentre,  in  licenza, stava passeggiando con la  propria fidanzata  in
           corso  Indipendenza,  durante  la  "battaglia  di  porta  Monforte"  del  9  maggio,  e
           quindi  in  realtà  classificabile tra le  vittime civili della  repressione (62).  Il  rapporto
           di  Bava  Beccaris parlava di  ben quarantaquattro feriti  tra la truppa e  quattro tra
           gli  ufficiali,  ma Valera sostenne che gran parte di  questi erano stati ricoverati per
           distorsioni muscolari e ferite accidentali (63).
                Tali dati dimostravano l'impreparazione degli insorti e l'infondatezza delle accu-
           se di  Bava Beccaris e Dci Majno circa la  premeditazione e il piano strategico-militare



                (57)  Alfredo Canavero, Milano  1898: tumulti e repressione, cit., p.  24.
                (58)  Espressione  in  voga  tra  le  opposizioni  (Milano  durante  i tumulti, a  cura  di  Giulio
           Polotti, Fondazione Anna  Kuliscioff, Milano,  1998, p.  44).
                (59)  l  disordini  di  Milano  e  le  sel/tenze  del  Tribunale  di guerra,  Milano,  Tipografia
           Ambrosiana, 1898, S.p.
                (60)  Alfredo Canavcl'O, Milano  1898: tumulti e repressiolle, cit., p. 24. Pcr  la  sentenza si
           veda:  Il  '98 a Milano. Fatti,  personaggi, immagil/i, cit., doc.  17.
                (61)  Rochat e Massorbio sostcngono che tale cifra cra inferiore al  vero (Giorgio Rochat,
           Giulio Massorbio, Breve storia dell'esercito italiano dal 1861 al 1943, cit., p.  140).
                (62)  Alfredo  Canavcro,  Giovanna Alfrcdo Canavero, Milano  1898: tumulti e repressione,
           cit., p. 21.
                (63)  Paolo Valera, 1 canl/on; di Bava  Beccaris, cit., p. 400-407.
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