Page 175 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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L'ESERCITO E L'ORDINE PUBIILlCO: IL CASO DI MILANO (1898) 159
Dal punto di vista delle operazioni di polizia, il regio commissario straordi-
nario impartì l'ordine d'arresto per i tre direttori dei principali quotidiani "sov-
versivi", già chiusi il giorno precedente (45): Leonida Bissolati, de "CAvanti!",
Gustavo Chiesi, de "Cltalia del Popolo" e Carlo Romussi, de "Il Secolo", In sera-
ta, Bava Beccaris poteva telegrafare a Roma informando Di Rudinì che la rivolta
era stata domata (46),
IlIO maggio "l'ordine regnava a Milano", Le truppe di Del Majno eseguiro-
no la disposizione del regio commissario straordinario di sovrintendere l'ordina-
to ritorno degli operai presso i loro opifici,
"Operai!", recitava l'appello redatto il giorno precedente da Bava Beccaris,
"con Decreto d'oggi ho ordinato l'apertura degli stabilimenti industriali, i quali
procurano non solo l'esistenza a voi ed alle vostre famiglie, ma sono una fonte di
ricchezza per tutta l'Italia, Accorretevi tutti e non permettete che per il traviamen-
to di pochi le vostre famiglie cadano nella miseria: questa sarebbe certa ed irrepa-
rabile, Ma non solo il sentimento del bisogno materiale vi deve eccitare a rientrare
nella tranquillità; lo esige pure l'interesse della patria e della civiltà", Il finale rias-
sumeva l'indole assai poco legalista e ben più orientata allo "spirito di caserma"
del generale: "Vecchio soldato ho imparato a contare maggiormente sul cuore dei
soldati, anziché sul potere che mi dà la legge; e così faccio con voi: è al vostro
cuore che mi rivolgo" (47),
Alle paternalistiche parole del regio commissario straordinario seguì
l'applicazione pratica degli ordini da parte di Del Majno, Il comandante della
divisione coml111icò ai comandi di settore le direttive per la giornata: "lodi pro-
teggere l'affluenza degli operai alle officine ed agli opifici per la regolare ripresa
del lavoro; 2 di rassicurare gli animi dei buoni nelle campagne circostanti alla
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città e nello stesso tempo far capire ai malvagi che la sorveglianza era continua e
vigilante e pronta la repressione" (48),
Il commento finale di Del Majno era tutto a favore dei suoi soldati e privo
di un benché minimo cenno di pietà verso i numerosi morti delle "cinque gior-
nate di Milano alla rovescia": "Nelle tristi giornate ora trascorse, ho constata-
to, colla maggiore soddisfazione, come, malgrado i prolungati disagi e le gravi
(45) In totale Bava Beccaris chiuse quattordici giornali nella sola Milano, per lo piì\ di
area socialista (Fabio Fabbri, Imati de/ 1898, cit., p. 15).
(46) Carlo Castellaneta, Storia di Mi/a/lo, Il Milanese, Milano, s.d., p. 88.
(47) Documento riportato in: Il '98 a Mi/allO. Fatti, personaggi, immagini, cit., doc. 14.
(48) Comando della Divisione territoriale di Milano, cito

