Page 172 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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movimenti di rivoltosi. Fallite le cariche dei lancieri, Del Majno ordinò l'impiego
delle artiglierie - "per incutere un salutare timore -, avrebbe dichiarato Bava Bec-
caris (35) -, i manifestanti dalla piazza della porta furono sbaragliati: una parte
arretrò sulla Darsena e quindi in via Vigevano; il grosso della folla aggirò la piazza
di porta Ticinese (l'attuale piazza XXIV maggio) cercando scampo in via Custodi,
sulla circonvallazione. Colà furono sorpresi da numerose scariche di fucileria, che,
provocando numerosi feriti tra la folla, posero fine alla nuova "battaglia".
Lo stesso impiego dell 'artiglieria si ebbe in corso Como, dinanzi a porta
Garibaldi, dove due cannoni spararono un colpo a salve e uno a mitraglia, ucci-
dendo quattro civili. Un tentativo di occupazione al gazometro di porta Ludovica
fu debellato dagli assalti alla baionetta di tre compagnie di bersaglieri. Nel settore
settentrionale, contemporaneamente alle cannonate, i rivoltosi assaltarono la sta-
zione di porta Sempione con lo scopo di bloccare i treni, ma furono dispersi dalle
scariche di fucileria delle unità di San Martino. Nel frattempo il regio commissa-
rio straordinario aveva sciolto le sedi centrali e periferiche di Psi e Pri, la Camera
del lavoro, il Circolo operaio e il Fascio repubblicano. Pertanto le truppe di San
Martino, affiancate da unità di Pubblica Sicurezza e dei carabinieri, condussero
una minuziosa perquisizione di tutte le associazioni ed i circoli "sovversivi" della
zona nord-occidentale della città (36) •.
In porta Garibaldi e in via Moscova si tentò di attaccare le difese appronta-
te dai manifestanti presso due circoli socialisti con alcune cariche di cavalleria.
Tuttavia, a causa della complessa rete toponomastica del quartiere, si optò - su
suggerimento delle autorità di polizia - per l'impiego del 92° fanteria, che, liqui-
date le deboli difese, iniziò la perquisizione delle sezioni socialiste. Nuovamente,
secondo Del Majno, dalle case circostanti furono esplosi numerosi colpi d'arma
da fuoco, e i soldati risposero "vivacemente" bersagliando balconi e finestre.
Nel corso della sparatoria, si registrò la morte di un fante dell'8 a compagnia,
ucciso forse da un comignolo caduto accidentalmente, forse da una tegola lan-
ciata o forse da un proiettile. Le truppe di San Martino proseguirono l'azione di
polizia eliminando tra porta Tenaglia e via Anfiteatro numerosi tentativi d'ere-
zione di barricate; in porta Magenta, una compagnia del 54° fanteria ingaggiò
con un gruppo di manifestanti un combattimento che si trasformò in un vero e
proprio scontro corpo a corpo. Il resto della giornata proseguì con un'infinità di
piccoli incidenti tra i militari e alcuni gruppi di manifestanti ormai allo sbando.
(35) Alfredo Canavero, Milallo e la crisi di fille secolo (1896-1900), cit., p. 181.
(36) Complessivamente, Bava Beccaris sciolse per decreto trentuno circoli, dei quali
diciotto repubblicani e tredici socialisti (Fabio Fabbri, I moti del 1898, cit., p. 14).

