Page 167 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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L'ESERCITO  E  L'ORDINE  PUBBLICO:  IL  CASO  DI  lvllLANO  (I R9H)    1 SI

             Il  proclama di  Bava  Beccaris inaugurò  le  repressioni,  I saccheggi  avvenuti  a
         Palazzo  Saporiti  e  a  casa  Morisetti  da  gruppi  di  manifestanti  provenienti  da
         porta Ticinese e  la  barricata  di  via  Palestro, convinsero il  Del  Majno che non si
         trattava "delle solite dimostrazioni  popolari, fatte audaci e baldanzose dalla  COI1-
         sueta longanimità  della forza  pubblica,  ma  di  un  pericoloso movimento con seri
         propositi di  rivolta e di saccheggio",
             Ottenute dal  regio commissario straordinario precise istruzioni, il  coman-
         dante della  divisione era deciso ad  opporsi  "a  qualunque costo a  che  il  partito
         del  disordine  non  soverchiasse",  Bava  Beccaris  e  Del  Majno  approntarono
         quindi  un  progetto  "da  tempo  meditato",  Si  trattava  di  un  piano  diviso  in
         sette segmenti:
             •  Concentrazione di  tutta la  forza  disponibile  in  piazza  Duomo, piazza San
                Fedele  e  piazza  della  Scala,  per poter facilmente  controllare le  principali
                direttrici centro-periferia;
             •  Controllo  della  Stazione  centrale,  del  reclusorio,  dci  carcere,  delle  cen-
                trali elettrica e del gas, del Palazzo reale e della prefettura;
             •  Scatenamento  di  offensive  dalla  piazzaforte  del  centro  (Duomo-San
                Fedele-Scala) verso le  direttrici dove si  segnalavano disordini;
             •  Utilizzo della cavalleria acquartierata in  largo Cairoli  in  appoggio alle ope-
                razioni precedenti, facendola  percorrere la circonvallazione dei  bastioni;
             •  Difesa delle caserme, secondo il  piano elaborato da Bava Beccaris sin dal
                marzo precedente;
             •  Allargamento da piazza Duomo verso le  porte cittadine e loro riconquista
                (8  maggio);
             •  Allargamento dalle porte verso i sobborghi e liquidazione definitiva della
                rivolta (9  maggio);
             •  Protezione dei fattori  produttivi e riconduzione degli operai sui  luoghi  di
                lavoro (la maggio),

             Le  truppe a disposizione erano le  seguenti:
             47° fanteria:                 tre battaglioni con reclute inquadrate
             57° fanteria:                 tre battaglioni senza reclute (veterani)
             58" fanteria:                 dieci compagnie con reclute inquadrate
              2°  bersaglieri:             dieci compagnie con reclute inquadrate
             Lancieri di  Firenze:         sei  squadroni
             Cavalleggeri di  Lodi:        quattro squadroni
              6° artiglieria:              completo
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