Page 164 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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           plausibile  un  ritorno  alla  normalità:  in  mattinata  Bava  Beccaris  ordinò  al  Del
           Majno  di  caricare  gli  avantreni  di  un  reggimento  della  brigata  d'artiglieria
           ippotrainata,  dimostrando  di  avere  le  idee  chiare  sulla  natura  dell'intervento
           militare  ormai  prossimo  e  sui  metodi  previsti  per  stroncare  la  manifestazione
           popolare.  Nella  zona  presso  via  Ponte  Seveso  - la  direttrice  che  collegava  i
           quartieri  operai  alla  circonvallazione  -,  sin  dalla  prill1a  mattina  era  stato
           riscontrato  un  lento  ma  continuo  affluire  di  lavoratori  provenienti  per  lo  più
           dalla  Pirelli,  ma anche  dalla Stigler e  dall'Elvetica.  L'intento era di  organizzare
           un  corteo  di  protesta  per  la  vittima  del  pomeriggio  precedente.  Il  questore
           Minozzi  aveva  telegrafato  al  prefetto  Winspeare  già  alle  otto  del  mattino:
           "L'agitazione  tra  i  numerosi  operai  di  Ponte  Seveso  per  la  forzata  astensione
           dal  lavoro si  accentua.  Sono  probabili  disordini  nella  mattinata.  Credo oppor-
           tuno  chiamare  due  battaglioni  di  truppa  nel  Palazzo  Reale;  uno  i n  Questura;
           due compagnie  presso codesta Prefettura.  Dispongo invio d'altro squadrone di
           cavalleria al  Trotter" (20).
                Fu  l'ultimo atto  ufficiale  dell'autorità "politica"  prima  del  passaggio  dei
            poteri.  Intorno  alle  dieci  la  "colonna  Ponte  Seveso"  dei  manifestanti  iniziò  a
           spi ngersi verso le  tre porte settentrional i della ci ttà  (Venezia, Tenagli a e  Cari-
           baldi).  Nel  frattempo  Del  Majno,  eseguendo  gli  ordini  di  Bava  Beccaris,
           rinforzò i principali comandi  militari  e civili,  inviando un battaglione del 5r
           fanteria in questura, due battaglioni del  47° fanteria a  Palazzo Reale  dal gene-
           rale  Radicati,  e  due  compagnie  del  58°  fanteria  in  prefettura.  Dinanzi  allo
           spostamento della  massa  della  "colonna  Ponte Seveso" dalle  porte settentrio-
           nali  al  piazzale della  Stazione centrale,  Del  Majllo  inviò  il  colonnello Pallavi-
           cino  con  cinque  squadroni  di  Cavalleggeri  di  Lodi  in  largo  Cairoli,  presso
           l'ala  nord-orientale  del  Castello Sforzesco.  Non  appena  la  folla  della  "colon-
            na  Ponte  Seveso"  penetrò  all'interno  della  stazione  ferroviaria  (all'epoca
           situata  nell'attuale  piazza  Repubblica),  Del  Majno  ordinò a Vicino di  attacca-
            re  gli  occupatori  con  i  cinque squadroni,  e  "di  agire  colla massima  energia  e
            rapidità" (21).
                Mentre  la  cavalleria  caricava  la  stazione,  disperdendone  rapidamente gli
            occupatori,  una  parte  della  "colonna  Ponte  Seveso"  ripiegò verso  il  centro  e,
            unita  ad  altri  operai  nel  frattempo  accorsi,  si  concentrò  tra  corso  Venezia  e
            via  Palestro, presso la  Villa  Reale.  I duemila manifestanti eressero tempestiva-
            mente  la  prima  barricata  della  rivolta,  utilizzando  sette  carrozze  tramviarie,



                (20)  Alfredo Canavero, Milallo  1898: turllulti e repressione, cit.,  p.  17.
                (21)  Comando della Divisione territoriale di  Milano, cito
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