Page 261 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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FUTURISTI  E  NAZIONALISTI  E  LA  SPEDIZIONE  DI  TRIPOU:  SPERANZE  E  DELUSIONI   245


        prova  dell'ltalia,  e  dopo  l'inevitabile  rapida conquista  libica  sarebbe  stato possi-
        bile avviare  il  paese  verso altre mete gloriose,  non ultima il  ricongiungimento di
        Trento e di  Trieste  alla  patria ormai  avviatasi  moralmente verso un  irredentismo
        inevitabile.  I  discorsi  ed  i  comizi  dei  nazionalisti  riportati  con  generosità  da
        "L'Idea  Nazionale"  non  solo  si  rifanno  al  messaggio  di  Alfredo  Oriani  all'indo-
        mani di  Dogali, ma volgono a rendere attuali le  sue aspirazioni.  In questo quadro
        la  Tripolitania  veniva  vista  quale  tappa  necessaria  per  ridare  ad  un'Italia  sopita
        quello  slancio  che  l'avrebbe  collocata  nOI1  solo  tra  le  potenze importanti in  Eu-
        ropa  ma  l'avrebbe  messa  in  primo  piano  nell'equilibrio  mediterraneo che  era  il
        'suo' mare,  il  mare  l10strum  dei  Romani.
            L'analisi  puntuale delle  posizioni  dei  nazionalisti  ed  anche quella dei futuri-
        sti  non  costituisce  il  nostro  proposito  che  volge  piuttosto verso  la  ricostruzione
        di  un clima  di  un'opinione pubblica scettica alla  vigilia - che  diventerà  incande-
        scente  agli  inizi  dell'impresa  - per  poi  diventare  di  nuovo  scettica  o  meglio  in-
        certa  dopo  i primi  mesi  di  campagna allorquando  ci  si  avvide  che  le  due grandi
        speranze non poterono realizzarsi  a breve.  Da  una parte l'impresa non si  presen-
        tava  come  una  passeggiata  militare  ma  offriva continui  problemi  di  natura  mili-
        tare e pratica e dall'altra  l'assenza di  un clima  di  tranquillo possesso coloniale ne
        impediva permanentemente l'uso sociale ed emigratorio sotto qualsiasi livello. Le
        fosche  previsioni dei socialisti  intransigenti e le  denunce di  un Paolo Valera si  ri-
        velavano fondate e giuste ed  anche queste considerazioni  negative irrise agli  inizi
        da nazionalisti  e futuristi  diventavano tragiche  realtà.  L'Eden  sperato non era ta-
        le  e  l'intera  operazione doveva  registrare solo  drammi  su  drammi  che  erano co-
        stosi  per l'erario e per la  nazione che continuava peraltro ad  emigrare verso  lidi
        stranieri meno eroici  ma  piì:l  sicuri.
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