Page 263 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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NEI CIELI DELLA LIBIA
COLONIALISMO E PRIMI IMPIEGHI BELLICI DELl?AEROPLANO
GREGORY ALEGI
Nel 1911-12, nonostante l'eco di alcuni grandi voli, l'aereo era ancora cir-
condato da ampio e giustificato scetticismo, ed appariva come un attrezzo spor-
tivo riservato a milionari o avventurieri. In quella fase avventurosa, caratterizzata
da macchine di modesto livello tecnico, l'Italia diede un contributo assai supe-
riore a quello della sua ancora inesistente industria aeronautica e dell'incertezza
dottrinale ed organica.
L'impiego dell'aeroplano in guerra, sperimentato nel corso della campagna
di Libia, non fu soltanto la prova tangibile della possibilità d'impiego concre-
to del più pesante dell'aria. Fu, piuttosto, la premessa necessaria per innescare
l'interesse governativo, da tradurre nelle prime commesse di una certa entità
che avrebbero consentito alle costruzioni aeronautiche di elevarsi da artigiana-
to ad industria. A sua volta, ciò avrebbe lanciato uno sviluppo tecnico rapido
e potente.
Sotto questo aspetto, si potrebbe addirittura sostenere che il Blériot XI del
capitano Carlo Piazza conservato dal Museo del Genio sia l'aereo più storico del
mondo, dopo il Flyer dei fratelli Wright. Con questo Blériot furono infatti com-
piuti in rapida successione il primo volo di guerra al mondo, la prima regolazio-
ne del tiro delle batterie navali, la prima ricognizione fotografica e il primo volo
operativo notturno (I).
Tra la guerra di Libia e la nascita e prima affermazione dell'arma aerea vi
è una indubbia corrispondenza cronologica. Nel corso delle operazioni di con-
quista, il dispositivo militare italiano comprese tutti i mezzi volanti di pratico
(1) Il Blériot XI dell'Istituto Storico e di cultura dell'arma del Genio fu il primo aereo in
Italia a essere permanentemente conservato in un museo. Se resta ignota la data in cui il Blériot
entrò a Castel Sant'Angelo, l'insediamento ufficiale nel Museo del Genio ebbe luogo la mattina
del 6 luglio 1913. Alla presenza del colonnello Mariano Borgatti, direttore del Museo, del
colonnello Moris, e d'altri invitati, i signori Tagliacozzo e Blasetti, rappresentanti un non
meglio specificato "Comitato Milanese" presieduto dal prefetto Panizzardi e dal sindaco di
Milano conte Emanuele Greppi, consegnarono una targa artistica da applicarsi all'aereo di
Piazza che già da qualche tempo vi si trovava esposto (M.Cobianchi, Pionieri dell'aviazione ;n
Italia, Roma, Editoriale Aeronautico, p. 327; d'ora innanzi, Pionieri).

