Page 266 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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si dovette attendere il 1908, quando i fratelli intrapresero una duplice campagna
dimostrativa. Il più giovane, Orville, sarebbe rimasto negli Stati Uniti per pro-
porre il nuovo Model A all'esercito americano, mentre Wilbur si sarebbe recato
in Europa. Portato un aereo a Le Mans, Wilbur compì diversi voli di oltre un'ora
e concluse accordi di licenza in Francia e Germania.
In Italia, il primo volo a motore era stato effettuato il 24 maggio 1908 con
un biplano Voisin del francese Léon Delagrange, durante una tournée iniziata a
Roma e proseguita a Milano e Torino. A Milano, Delagrange riuscì a volare per
18'30", per una distanza di 17,8 chilometri.
Il 13 gennaio 1909 volò a Torino il primo aereo italiano, un triplano pro-
gettato dall'ingegnere torinese Aristide Faccioli e propulso da un motore da
100 cavalli, costruito dalla SPA su disegno dello stesso Faccioli. Per l'inespe-
rienza dell'improvvisato pilota, figlio del progetti sta, l'esperimento si concluse
in maniera inevitabilmente rovinosa.
Per prove più consistenti si dovette attendere ancora qualche mese, quan-
do cioè il Club Aviatori di Roma, sulla scia dei successi di Wilbur Wright in Fran-
cia, concordò con questi l'acquisto di un Model A ed un ciclo di lezioni di volo.
Alla copertura del costo totale di 50.000 lire contribuirono i ministeri della Guer-
ra e della Marina, ciascuno dei quali designò poi un allievo pilota. Il campo di
volo fu allestito a Centocelle, dove dal 15 al 26 aprile 1909 Wright fece ses-
santasette voli e trasportò diciannove passeggeri. L'ultimo giorno l'apparecchio
decollò, per la prima volta per un Flyer, senza l'ausilio del pilone e della rotaia.
Un altro primato, questa volta mondiale, riguardò le riprese cinematografiche
dall'aereo. Gli allievi italiani di Wilbur, il tenente di vascello Mario Calderara
ed il tenente del genio Umberto Savoja, proseguirono l'addestramento da soli si-
no al 6 maggio, quando una raffica sbatté il biplano al suolo, distruggendolo e
ferendo Calderara (6). Savoja fu incaricato di riparare il Wright. Di fatto, sulla
base del relitto e delle osservazioni fatte durante il montaggio, ne fu costruito
un esemplare nuovo, che volò il 10 luglio.
Il 25 luglio Louis Blériot attraversò la Manica, spingendo la stampa britan-
nica a scrivere che 'T Inghilterra non è più un'isola". Il volo non costituiva un pri-
mato di durata o di distanza, ma ebbe risonanza globale in quanto dimostrazione
della capacità dell'aeroplano di superare le barriere naturali.
(6) Su Calderara, molto buono Lodovico Calderara-Attilio Marchetti, Mario Calderara
aviatore e inventore, firenze, Lo Gisma, 1999 e la sua versione francese, parzialmente diversa,
Mario Calderara. Pionl1ier et !Jremiel' !Jilote italien, Parigi, SNPL, 2002; su Savoja, Giorgio
Evangelisti, Umberto Savoja pioniere del volo, Firenze, Olimpia, 1992.

