Page 270 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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                Il  mattino successivo, tra le 6.15 e le  7.20, Piazza eseguÌ la storica prima mis-
           sione  operativa  del  più  pesante  dell'aria.  Nel  corso  della  ricognizione  a  sud
           dell'oasi di  Tripoli, il pilota esplorò la strada per Azizia, avvistando accampamenti
           di  150-200  uomini  a  cinque,  otto e  dieci  chilometri  da  Tripoli,  uno  più  impor-
           tante a  12 km,  ed altro ancora.
                L'attività delle settimane successive consentÌ alla Flottiglia di  collezionare una
           lunga  serie di  primati.  Il  28  ottobre,  Piazza  regolò  dal  Blériot il tiro  navale  e  ter-
           restre; nel gennaio successivo, la presenza di  Guglielmo Marconi permise di speri-
           mentare la  ricezione in  volo  delle. trasmissioni  radio delle  navi.  Il  IO  novembre, il
           tenente Giulio Gavotti effettuò il  primo bombardamento, lanciando a mano quat-
           tro bombe  Cipelli  da  due chilogrammi  sulle  oasi  di  Ain  Zara e Tagiura  (1.5).  Il  23
           febbraio  1912 seguÌ la  prima ricognizione fotografica,  ed  il  4  marzo la prima mis-
           sione operativa notturna. Aerocooperazione con le  colonne terrestri avanzanti, ri-
           levamenti cartografici ed una pista in tavolato di  legno di  l OOx12 metri costituiscono
           ulteriori  passi  avanti nella  scoperta dell'uso  militare dell'aeroplano  (16).
                L'impiego portò con sé  anche alcuni primati  negativi.  Superato rapidamente
           lo stupore, le  truppe ottomane iniziarono comunque a contrastare l'azione aerea
           con il  tiro di  fucileria.  Il  25  ottobre  1911  il  capitano Moizo fu  il  primo aviatore
           fatto  segno  del  tiro  antiaereo,  riportando tre colpi  a  bordo  del  suo  Nieuport.  Il
           23  novembre, i turchi  protestarono per il  bombardamento aereo dell'ospedale di
           Ain  Zara;  in  risposta,  Caneva sollevò alcuni  dubbi  circa i fatti,  evidenziò l'assen-
           za  di  segnali  di  riconoscimento  e  sottolineò  la  difficoltà  di  attribuire  agli  aerei  i
           danni dato che l'obbiettivo si  trovava eia  tempo sotto  il  tiro dell'artiglieria  nava-
           le.  Due  mesi  più  tardi,  il  31  gennaio  1912,  l'onorevole  Montù  della  Flottiglia
           Aviatori  Volontari  fu  il  primo pilota ferito  in  volo  di  guerra.  Infine,  il  25  agosto
           il  tenente Pietro  Manzini divenne  il  primo aviatore caduto in  guerra.
                Per  iniziativa  del  giornale  "La  Stampa  Sportiva" e  elel  presidente  dell'Aero
           Club  d'Italia  e  deputato  Carlo  Montù,  alle  operazioni  presero  parte  volontaria-
           mente alcuni  aviatori civili,  alcuni  dei  quali  non avevano prestato neppure servi-
           zio  di  leva  (17).  Riuniti  in  un  Corpo  Aviatori  Volontari  Civili  ed  equiparati  a
           sottotenenti del  Genio, i volontari civili  portarono seco i propri meccanici e  mo-
           toristi, ai  quali fu  autorizzato l'uso del moschetto, nonché i propri apparecchi. Gli
           aviatori  percepivano  25  lire  il  giorno,  i  meccanici-motoristi  15  ed  i  meccanici




                (15)  Secondo  Harry  Woodman,  "this singlc  action,  morc  than  any  othcr,  focusccl  thc
           attentiol1  of thc  European  military  establishment  011  thc  potential  of thc  acroplanc  in  war".
           (cfr.  "Thc  Origins  of Acrial  Bombardmcnt",  in  Aeroplane M011thly,  gcnnaio  1990,  p.  29).
                (16)  Pcr il  tavolato, cfr. I  primi voli di guerra,  p.  35.
                (17)  Dipendiamo principalmcnte dalla  Cro11istoria,  voI.  5, e da l  primi voli di guerra, cito
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