Page 275 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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NEI CIELI J)!'LLA LIBIA - COLONIALISMO E PRIMI IMPIEGHI BELUCI DELL'AEROPLANO 259
l'impostazione del dirigibile M, l e la costituzione di una Sezione Aeronautica
nell'ambito dello Reparto dello Stato Maggiore, per approdare nel 1914 ad un
Reparto Aviazione e Sommergibili,
La crescita parallela delle organizzazioni aviatorie di Esercito e Marina por-
ta senz'altro a considerare la collaborazione tra le due forze armate come una le-
zione dimenticata di quel conflitto, Gli aviatori di Marina volarono su aerei ed
aeronavi dell'Esercito, perfettamente integrati e con risultati molto validi, All'ap-
parente armonia contribuì, verosimilmente, l'assenza di obbiettivi alternativi (na-
vali o aerei) verso i quali indirizzare l'azione bellica, Resta il fatto che, con
linguaggio moderno, si potrebbe dire che gli "assetti aerei" operarono con una
perfetta jointness,
Benché secondo alcuni autori stranieri Douhet avrebbe scritto un After Ac-
tion Report, in realtà il comandante interinale del Battaglione Aviatori trasfuse la
propria interpretazione degli eventi bellici in due distinti documenti. Il pri mo, un
"Promemoria sull' organizzazione dell'aereonavigazione", fu preparato 1'8 aprile
1912, quando le operazioni erano ancora in corso; il secondo, una "Relazione
sull'organizzazione dell'aviazione militare in Italia", nel dicembre 1912, che ne
tratta solo tra le righe,
Già in aprile, secondo Douhet: "l:impiego pratico dei dirigibili ha dimo-
strato le enormi difficoltà che si incontrano nell 'uso di questo mezzo; in un pri-
mo periodo, non fu possibile usufruirli perché, in causa dell'immediata vicinanza
del nemico, non si potevano costruire gli hangars indispensabili; quando ciò si re-
se possibile, gli hangars furono montati ma non ressero al vento e, per poco, non
determinarono, essi, che avevano la missione di proteggerli, la completa distru-
zione dei dirigibili [." l'' (27).
Per esplicita ammissione di Douhet, tale posizione risentiva della sua nota
avversione verso il più leggero dell'aria. Diverso è il caso della successiva esorta-
zione douhettiana a non dimenticare che "nella guerra di Libia i dirigibili si tro-
varono nelle migliori condizioni per il loro impiego, in condizioni nelle quali
non si troveranno forse mai più e cioè, senza nemico aereo di fronte e contro
nemico terrestre male armato" (2H).
In questo caso, suonano sostanziale conferma le riflessioni del dirigibilista
Valli, laddove ritiene che "nelle probabili campagne future, dove la guerra po-
trebbe svolgersi (come per esempio in Europa) su terreni montuosi, ricchi di ve-
getazione e di ostacoli naturali, c soprattutto contro un nemico fornito di anni
(27) G, DOl1het, Scritti I, p. 226.
(28) G. DOl1het, Scritli I, p, 226,

